Chicago fire: recensione (pilot) serie tv

DOPO MEDICI E AVVOCATI ECCO SUI PICCOLI SCHERMI I VIGILI DEL FUOCO

Titolo originale: Chicago fire

Paese: USA

Anno: 2012 – in produzione

Formato: Serie TV

Genere: Drammatico, Musicale

Stagione: 1

Istintivamente già dalle prime immagini del pilot quello che viene da fare alla vista dell’iniziale manciata di minuti di Chicago Fire che, dopo i medical-drama e i legal-drama, è il primo trauma-drama ad avere protagonisti i vigili del fuoco, è quello di dar fuoco a casa. Immediatamente, perché i protagonisti di quel telefilm sono di una bellezza disarmante. Ritornato però il lume dalla ragione, e dopo essere scesi con i piedi per terra, quello che rimane di quella corazzata di gnocchi (e gnocche) made in Chicago è ben poco.

Il format del telefilm è molto simile a molti drama di cui sopra ovvero si incentra sulle vite private dei vari protagonisti (ce ne sono per tutti gusti: il figo che ama i bambini, il figo tenebroso, la gnocca modello velina mora e dulcis infundo la gnocca lesbica) che si incontrano ogni santo giorno per lavorare in squadra e salvare tante vite e i vari salvataggi sono al centro di ogni episodio.

Niente di nuovo, quindi, se non che invece di indossare il camice o il doppiopetto questi angeli del fuoco indossano sexy divise e scendono dal palo prima di ogni missione.

Però qualcosa di buono questa serie sui pompieri di Chicago ce l’ha: le scene di azione sono ottime e la narrazione è velocissima e sa lasciare col fiato sospeso.

Il problema principale di questa serie sembra però essere un altro: come i suoi protagonisti è bella ma non balla. Da tenere sott’occhio sperando in puntate migliori.

(25 ottobre 2012)

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