Niente può fermarci: incontro col cast

LUIGI CECINELLI: “IL CASTING DEI VOLTI ADULTI È STATO COME IL NATALE. IO HO FATTO UNA LISTA DEI DESIDERI CHE POI È STATA ESAUDITA”

Niente può fermarci è il nuovo lungometraggio di Luigi Cecinelli che può essere definito un teen road movieQuattro ragazzi, ognuno con dei problemi psichiatrici divertenti e caratterizzanti, si ritrovano in un centro che promette di risolvere le loro falle ma, in seguito a un moto di coraggio improvviso, scappano e si ritrovano a curarsi proprio attraverso la vita e l’esperienza.

Noi abbiamo incontrato il regista e il cast del film.

Come è nato il progetto?

Luigi Cecinelli: Avevo questa idea in testa da molti anni. Poi, quando ho conosciuto Ivan Silvestrini, il mio co-sceneggiatore, ho capito che si poteva realizzare al meglio. È stata una bellissima collaborazione. Ci siamo divertiti e credo che il maggior apporto “giovanilistico” sia stato dato proprio dall’intervento di Ivan.

Come avete messo insieme il cast?

Luigi Cecinelli: Insieme a Claudio Zamarion, il magnifico produttore/direttore della fotografia, abbiamo cercato per mesi i volti giusti. Ci sono attori che ci hanno convinto subito e sono stati i primi a essere coinvolti, penso a Vincenzo Alfieri e a Emanuele Propizio, e altri che mi sono praticamente caduti tra le braccia come Guglielmo Amendola, il volto perfetto per Mattia. Per quanto riguarda il casting dei genitori è stato un po’ come il Natale. Io ho fatto una lista dei desideri e Claudio me li ha esauditi tutti.

Il film, pur nel contesto della commedia, tratta temi importanti come i disturbi psichici. Da dove viene la volontà di affrontare questi argomenti?

Luigi Cecinelli: L’idea originale è nata parlando con un mio amico che faceva il volontario in una clinica. Mi raccontava di questi giovani ragazzi che venivano a curarsi in queste strutture. Insieme a Ivan abbiamo scelto le sindromi di cui parlare come la Tourette, forse la più colorita. Comunque il mio obiettivo è mostrare che in molte occasioni la malattia è più negli occhi di chi guarda che dentro chi la vive. Basta vedere come i genitori dei ragazzi, sempre attenti a condizionare i propri figli, una volta che si ritrovano in discoteca diventano i disadattati.

Come è nata la partecipazione di Depardieu?

Luigi Cecinelli: È stato un grandissimo regalo. Mentre scrivevo, devo ammetterlo, l’ho buttata li, senza troppe aspettative. Poi Claudio mi ha chiamato e mi ha detto che Gérard era della partita. È sempre stato coinvolto e ha creduto in noi. E’ stato di una generosità impressionante.

Quale è stata, invece, l’esperienza dei giovani protagonisti?

Emanuele Propizio: Io sono coinvolto da anni in questo progetto da anni. Pensate che la prima volta che me ne hanno parlato ero minorenne e adesso ho ventidue anni. Poi non posso che ringraziare tutti. Io negli ultimi due anni ho avuto la fortuna di recitare con Depardieu e De Niro. Beh, potrei finirla anche qua. Un ultima cosa. Lo dico a tutti quelli che mi fermano per strada e me lo chiedono. Massimo Ghini non è mio padre!

Federico Costantini: E’ stato molto divertente. Per me è un ruolo nuovo, di solito sono abituato ad altri personaggi. Non ho tutte le manie del mio personaggio, però, ammetto che anche io ho una paura terribile per gli insetti. È stato questo il punto di partenza per prepararmi.

Guglielmo Amendola: Per me, che vengo da un altro contesto, è stato tutto nuovo e bellissimo. Ringrazio tutti per avermi dato una mano ad ambientarmi. I ragazzi mi hanno guidato sul set e siamo diventati amici. E poi girare a Ibiza è stato meraviglioso.

Vincenzo Alfieri: Io mi sono impegnato tantissimo nel preparare il mio ruolo. Ho voluto costruire bene sia il mio personaggio e il suo disturbo. È vero che abbiamo calcato sui lati più colorati della Tourette ma è stato fatto tutto con grandissimo rispetto. Finisco sottolineando la bravura del regista di averci dato sempre libertà sul set. 

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