Oblio: recensione film

L’HORROR NO-BUDGET TUTTO ITALIANO ASSICURA BRIVIDI E COLPI DI SCENA DAL GUSTO INTERNAZIONALE

oblio

Il film ‘trip’ è una particolarità che in Italia non ha particolari sbocchi: ci vuole una capacità di scrittura inverosimile accompagnata a una messinscena visionaria che si stacchi dal ‘perbenismo’ di certe produzioni commerciali nostrane, che pur nella massima volgarità, cercano sempre di Non osare, proponendo sempre situa

zioni viste mille volte. Quindi non c’è spazio per quelle produzioni che lasciano spazio a continui dubbi nello spettatore, lasciando un gigantesco interrogativo s

ul finale, equivalente alla famosa ‘trottola’ di un film che pare inutile nominare. Oblio però, pur appartenendo al genere horror, segue anche la categoria citata sopra, capace di ‘intrippare’ lo spettatore, concedendogli ogni tanto qualche salto sulla poltrona durante il suo viaggio.

La storia mette al centro il senso di colpa di un uomo, rimasto illeso nell’incidente di macchina che ha portato all’uccisione del fratello. Gradualmente il nostro resterà immischiato in un incubo a occhi aperti lontano dalla realtà che conosceva fino a quel momento.

Oblio in poche parole si potrebbe definire un piccolo miracolo. Girato praticamente senza budget (forse giusto 300 € per il trucco, assicura uno dei registi), all’inizio potrebbe far venire la voglia di uscire dalla sala, visto il livello della fotografia che definire amatoriale sarebbe un complimento. Però alla mancanza di un’immagine laccata e cinematografica a tutto tondo, arrivano in soccorso soluzioni visive dal gusto internazionale e un senso del ritmo notevole, vista anche la capacità di passare da un genere all’altro senza mai sembrare dispersivi. Giusto a un certo momento c’è un cambio di registro che per un attimo pare forzato, ma la capacità di scrittura dei quattro Johannes, Bulgarelli, Miccinilli e Sollazzi –i primi tre anche registi- riesce a rendere giustificata anche quest’ultima scelta, per la compattezza di un film tra il drammatico, l’horror e e il thriller psicologico, come pochi se ne sono visti dalle nostre parti.

Pur con i suoi alti e bassi, buono anche il cast non professionista, in particolare il protagonista Flavio Bulgarelli, più di tutti efficace nel passare attraverso vari umori fino ad arrivare al panico più assoluto, capace di riportare alla memoria ultime perle dell’horror come il recente Le streghe di Salem. Per un prodotto italiano con un budget così basso non è poco.

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