Cani sciolti: recensione film

UN BLOCKBUSTER DI ALTA CLASSE CHE NON SACRIFICA REGIA E CRITICA SOCIALE

Cani_sciolti_final_poster_italianoGENERE: buddy movie

DATA DI USCITA: 24 ottobre

DURATA: 109′

VOTO: 4 su 5

Già dal suo precedente lavoro, Contraband, il cineasta islandese Baltasar Kormákur ha abbandonato la sua terra di origine per regalare la sua arte al favoloso mondo di Hollywood e con Cani sciolti continua questo suo percorso attraverso due attori d’eccezione del calibro di Denzel Washington e Mark Wahlberg con un film ispirato alla graphic novel 2 guns.

Bobby e Stig sono due agenti sotto copertura, il primo della DEA e il secondo dell’intelligence della Marina i quali, loro malgrado, si ritrovano costretti a collaborare per salvarsi da un’orda di barbari desiderosi farli fuori per prendersi il bottino che i due hanno con sé come frutto di una rapina che entrambi sono stati costretti a fare, proprio per provocare una reazione del cartello della droga.

In un plot che non sa di certo di nuovo basato su un’amicizia tutta al maschile e un superomismo portato ai massimi livelli, i due attori si barcamenano con grande professionalità in questo buddy movie che, come il genere impone, oscilla tra forti prestazioni fisiche e rispetto magistrale dei tempi comici.

La dinamicità della pellicola, il ritmo incessante dell’azione che è spesso al centro della scena e fulcro di questo lungometraggio, non tralascia comunque la caratterizzazione dei personaggi ed estetismi registici che a Hollywood in questa tipologia di film spesso non sono bene accetti, o vengono messi da parte, per paura di spezzare la veloce andatura che il genere impone, cosa che non accade affatto in Cani sciolti dove tutto è minuziosamente dosato: non manca in questo lungometraggio una critica sottile ai giochi di potere delle istituzioni, che sono sotto gli occhi di chi li sa vedere, e, allo stesso tempo, la capacità di non spezzare il moto perpetuo dell’azione che impone un film di tale genere, nonostante questo tipo di riflessioni siano più che apprezzabili e perfettamente dosate.

L’ultimo lavoro di Kormàkur è quindi una pellicola a tutto tondo che unisce il dinamismo di un blockbuster di alta classe una regia che non sottostà alle sue regole ma ne inventa di nuove dando qualcosa in più all’occhio dello spettatore, il tutto coronato da due interpreti che danno il meglio di sé, due cani sciolti con pedigree.

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