Historia de la meva mort: recensione film

HISTORIA DE LA MEVA MORT E’ UNA RIVISITAZIONE DI CASANOVA E DRACULA SENZA CAPO NE’ CODA

historia de la meva mort locandina filmGENERE: drammatico

DURATA: 148′

VOTO: 2 su 5

Stupore, perplessità. Sono le uniche parole che vengono in mente dopo aver visto Historia de la meva mort, una pellicola in costume diretta da Albert Serra. Una bellezza visiva di altri tempi, con immagini invecchiate sempre cosi belle da recuperare. Un punto di partenza buono è quello iniziale, perché il regista decide di mettere in scena gli ultimi giorni di vita di Casanova. Si perde pero totalmente nel finale, volendo strafare e creando un film che risulta surreale quando sconcertante con l’entrata in scena di un altro famoso personaggio.

Partiamo dall’inizio: dimenticate l’immagine di Casanova generalista. Il protagonista della pellicola ha poco a che fare con quella figura, lo richiama solo nei costumi libertini, nella vita mondana e nell’amore per la cultura. Il regista infatti, vorrebbe dipingerlo esattamente come la fantasia collettiva vuole, peccato purtroppo che sceglie un attore dalle fattezze non troppo piacenti. Irriverente, sfacciato, annoiato e ossessionato dall’idea di aver ancora poco tempo da vivere, decide di partire insieme al suo servitore Pompeiu per un viaggio attraverso la natura dell’Europa settentrionale, fino a stabilizzarsi per qualche giorno in una casa in mezzo alle montagne.

Esattamente a questo punto dell’opera, la storia acquista dell’irreale. Entra in scena infatti Dracula, un personaggio che trasforma gli essere umani in vampiri per salvarli dal destino doloroso che li attende. Una sorta di salvatore delle anime che le allontana dagli scempi umani, dalle nefandezze e dalla sofferenza, rappresentata da Casanova. Posto agli antipodi del nostro don giovanni quindi, Dracula e il suo buio rappresentano il passaggio storico di epoche e di concezioni esistenziali. Quel che accade nel film però è uno stacco narrativo che destabilizza, portato avanti da un parallelismo scollegato che fa perdere il filo della storia per poi farlo ritrovare solo alla fine quando le due storie si uniscono. Non riesce però a coinvolgere, non riesce a mescolare insieme queste due note figure, risultando un lavoro poco riuscito. Che il regista fosse un visionario, uno a cui piace sperimentare lo si sapeva, ma questa volta il rischio non è andato a buon fine.

Historia de la meva mort è un insieme di vicende, un racconto di troppi personaggi approfonditi molto poco ma tenuti in scena quanto basta per aggiungere dettagli. Un peccato, perché un film in pellicola senza effetti speciali nè scenografie visive digitali mancava da molto sul grande schermo.

 

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