Escape Plan: recensione film

STALLONE E SCHWARZY INSIEME PER UN ACTION VECCHIO STAMPO CHE ARRIVA FUORI TEMPO MASSIMO

locandina escape planGENERE: azione

USCITA IN SALA: 17 ottobre 2013

DURATA: 116 minuti

VOTO: 2 su 5

Un pugno sferra l’altro, una carezza ne accompagna una seconda. Se Celentano fosse stato il regista di Escape Plan – Fuga dall’inferno probabilmente il risultato sarebbe stato lo stesso, ovvero un concentrato di buona action che però arriva fuori tempo massimo, ovvero scarso in termini di credibilità per questi due quasi settantenni della Hollywood recente.

Ci aveva preso lungo il molleggiato, collegando violenza e gentilezza, audacia e ingegno, connessi insieme da una mente, quella di Sly-Ray Breslin che da esperto progettista di penitenziari di massima sicurezza viene incastrato in una nuova super prigione. Per uscire avrà bisogno di un aiuto dall’interno e casca a pennello un galeotto duro ma bonaccione, volto austriaco e bicipite d’acciaio che risponde al nome di Arnold Schwarzenegger alias Emil Rottmayer.

Azione vera, quella a cui non siamo più abituati, un goccio di fantascienza e nostalgia cinefila non bastano a salvare un prodotto che perde credibilità nello spirito invecchiato dei due protagonisti, entrambi in cerca di libertà dalle grinfie del maleficio gigione Jim Caviezel. Mikael Hafstrom ce la mette tutta in regia per eguagliare gli anni 80, ma nell’anno glorioso di 2013 La Fortezza (tanto per fare una citazione cult) sono ben altri i film di grande impatto claustrofobico.

Certo, onore e merito agli attori, specie Stallone che ormai, generazione dopo generazione, rimane un’icona di extreme action che lo porta sul set a misurarsi costantemente con i suoi evidenti limiti di anzianità. Resta credibile nella prima parte, poi il copione si perde enfatizzando troppo la maestosa scenografia, ricordando come certe situazione siano al limite dell’improbabile anche solo a pensarle.

Non solo però vengono qui pensate, ma certe scene di fantasia, vengono addirittura ricreate per la fuga delle fughe, a cui si aggiunge un finale raffazzonato che ricorda lo stesso Stallone in molte delle sue precedenti prove di adrenalina. Che lo hanno reso amatissimo, celebratissimo come il collega ex Governatore della California, ma con cui, invece di picchiarsi, dovrebbe recitare la parte del nonno di famiglia. Ecco quindi che un po’ di stanchezza visiva si manifesta.

Loro due rimangono comunque sempre statuari, letali ma pur sempre attempati, armati di pugni e buone intenzioni, vi consigliamo di non farli arrabbiare perchè come Bud e Terence sono peggio dei RED e al loro confronto Bruce Willis sembra ancora un liceale.  

 

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