Il Gattopardo: torna in sala, in versione restaurata, il capolavoro di Visconti

IN 70 CINEMA IL FILM SARÀ INTRODOTTO DA UN DOCUMENTARIO CONTENENTE INEDITE SCENE DEL LUNGOMETRAGGIO

Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi: compie proprio quest’anno 50 anni questa verità e il film da cui è tratta, Il Gattopardo, capolavoro del Maestro Luchino Visconti ispiratosi dall’omonimo romanzo, opera postuma pubblicata nel 1958 a un anno dalla sua morte, di Tomasi di Lampedusa.

Non vi poteva essere maniera migliore di festeggiare il mezzo secolo della straordinaria opera se non riportandola in sala nella versione restaurata dalla Cineteca di Bologna e dal laboratorio L’immagine ritrovata, in collaborazione con The Film Foundation di Martin Scorsese.

Il lungometraggio è ambientato nella Sicilia del 1860, dopo lo sbarco di Garibaldi a Marsala, dove il Principe Fabrizio di Salina (Burt Lancaster) assiste con malinconia alla fine dell’aristocrazia borbonica, rassegnandosi all’annessione dell’isola e del suo feudo di Donnafugata allo Stato sabaudo. Suo malgrado il Principe favorirà il fidanzamento di suo nipote Tancredi (Alain Delon), deciso a partecipare alla nuova scalata sociale, con l’affascinante Angelica Sedara (una splendente Claudia Cardinale), ragazza di bell’aspetto e di un’arricchita famiglia di origine contadina .

La scena principale del film è quella girata sulle note del Valzer Brillante, inedito di Verdi scelto dallo stesso regista, che richiese oltre un mese di lavoro, girata all’interno di Palazzo Valguarnera-Gangi di Palermo ed estrapolata dalla festa da ballo che sancisce, nella pellicola, l’affermazione di una nuova borghesia e la fine della vecchia aristocrazia. Al termine del ballo Fabrizio di Salina farà un bilancio della sua esistenza e si preparerà a morire.

Il film, che è il perfetto e romanzato mosaico della fine di un’epoca che cede il passo ad un’altra, è da considerare il punto più alto della carriera di Luchino Visconti che lo girò dopo il grande successo di Rocco e i suoi fratelli lavorando non solo con un cast di eccellenza ma anche con un team composto dai migliori addetti ai lavori dell’epoca. Cinque furono gli sceneggiatori (Suso Cecchi D’Amico, Pasquale Festa Campanile, Enrico Medioli, Massimo Franciosa e lo stesso regista), alla direzione della fotografia c’erano Giuseppe Rotunno, Mario Serandrei al montaggio e Nino Rota come compositore.

Oltre a un enorme successo di pubblico e critica Il Gattopardo ottenne anche importanti riconoscimenti: la Palma d’Oro al Festival di Cannes del 1963, un David di Donatello e tre Nastri d’Argento (miglior fotografia, miglior scenografia e migliori costumi).

Per il suo ritorno al cinema, in 70 sale oggi e domani, Il Gattopardo sarà affiancato dal documentario inedito I due gattopardi, realizzato da Alberto Anile e da Maria Gabriella Giannice, un’ introduzione al lungometraggio di Visconti che mostrerà le scene tagliate dallo stesso regista milanese pochi mesi dopo la prima distribuzione del film e da allora mai più ammirate sul grande schermo.

 

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