Mary and Martha: missing in Italy

LA RECENSIONE IN ANTEPRIMA DI UNA BELLISSIMA STORIA DI VITA, DI UMANITÀ E DI CORAGGIO

mary and martha locandinaGENERE: drammatico

DURATA: 94′

VOTO: 4 su 5

Un tragico evento fa incrociare le vite di due donne sconosciute. La perdita dei loro figli, darà ad entrambe lo stesso obiettivo da realizzare, una ragione di vita con la quale colmare la parte di anima ormai vuota. Hilary Swank e Brenda Blethany sono chiamate a dar vita a due personaggi femminili così lontani tra loro, ma unite per una coincidenza dal destino e decise a cambiare il flusso degli eventi. Mary and Martha, diretto da Phillip Noyce e scritto da Richard Curtis, è un racconto di formazione e di sopravvivenza ambientato in Africa.

Mary è una mamma troppo apprensiva, che nel momento in cui viene a conoscenza che il figlio è vittima di bullismo, decide di fargli abbandonare la scuola e di fargli vivere un’esperienza secondo lei molto più formativa. Partono così alla volta del Continente Nero in un road trip, il quale, attraverso gli insegnamenti delle persone del posto e delle lezioni che lei stessa tiene, dovrebbe essere per il piccolo George il viaggio della vita. Martha invece assiste alla partenza del figlio, accettato come volontario in un orfanotrofio in Mozambico, nel quale insegnerà l’inglese. Entrambi i figli, moriranno per una puntura di zanzara portatrice di malaria. Le due donne così, grazie all’aiuto del padre di Mary, importante politico americano, porteranno il problema all’attenzione del mondo, per prevenire altri morti.

Il tocco delicato e appassionante di Richard Curtis (Nothing Hill, Il diario di Bridget Jones, Love Actually, Questione di Tempo) insieme alle toccanti interpretazioni delle due attrici, scuotono gli animi di chiunque si trovi a guardare il film, per la drammaticità del problema e il coraggio mostrato da entrambe nel non dimenticare e far si che i figli non siano morti invano. Il film scorre veloce nella sua ora e mezza di durata, il susseguirsi di eventi non fanno perdere il filo del discorso, alleggerito dagli splendidi sorrisi dei bambini africani che vedono nei bianchi una speranza.

Il lavoro sui primi piani e sui gesti, l’attenzione minuziosa al dettaglio, rendono ogni scena davvero particolare e dall’ottima qualità. L’argomento importante riporta inoltre a discutere di un reale problema, quello della sanità e delle condizioni di vita in Africa, sul quale non si finisce mai di sensibilizzare l’opinione pubblica. L’unica nota che lascia un po’ a desiderare, è che Noyce e Curtis danno troppa importanza ai buoni sentimenti e al “e vissero felici e contenti”, mettendo leggermente da parte il fulcro interessante del film.

 

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