Dallas Buyers Club: recensione film

DALLAS BUYERS CLUB E’ UNA STORIA VERA DI LOTTA E DENUNCIA

DALLAS BUYERS CLUB LOCANDINAGENERE: drammatico

DURATA: 117′

DATA DI USCITA:  30 Gennaio 2014

VOTO: 4,5 su 5

L’AIDS è logorante. Come tutte le malattie, quelle mortali specialmente, ti uccide pian piano. Non solo ti diminuisce le difese umanitarie rendendoti più debole fisicamente, ma ti annienta anche l’anima, che sta li a contare ogni singolo giorno che manca alla fatidica data, nella quale dovrai salutare tutti quanti e lasciare questo mondo. Oppure puoi non arrenderti, puoi tentare il possibile per trovare una guarigione, proponendoti anche volontario come cavia per nuovi farmaci non ancora commercializzati. Quest’ultima è la storia che vede come protagonista Ron Woodroof, un torero da rodeo texano, interpretato da Matthew McCounaughey per il film diretto da Jean-Marc Vallée.

Dallas Buyers Club racconta degli anni particolari della vita di Ron. Da amante delle donne, delle scommesse, dell’alcool e della cocaina, la sua esistenza cambia letteralmente quando i medici gli dicono che ha contratto il virus dell’HIV e che l’AIDS lo ucciderà all’incirca entro 30 giorni. Dopo qualche giorno passato a pensare che fosse uno scherzo, decide di documentarsi su come possa averlo contratto non essendo omosessuale. Una volta accettata la malattia, decide comunque di non arrendersi, avviando un traffico di farmaci illegali al fine di aiutare a stare meglio e ad allungare la vita dei suoi clienti-pazienti. Viene creato così un vero e proprio business, gestito da lui e Rayon (Jared Leto), transessuale conosciuta in ospedale.

Quello di Vallée è un film arrabbiato, potente e provocatorio, che senza mezzi termini vuole andare a fondo nell’America degli anni ’80 per indagare sulle lobby farmaceutiche, la speculazione sulla salute dei cittadini e i pregiudizi omosessuali. Il ritratto che ne esce fuori è quello di una società omofobica, piena di vizi e con troppi tabù e preconcetti, spesso anche troppo ottusa dal volerli sfatare. “Never give up” è il motto del film, tanto che porterà il protagonista a muovere una causa giudiziaria contro la Food and Drug Administration, istituzione che in America a quel tempo vietava la sperimentazione di pratiche di guarigione alternative. Una continua denuncia, una lotta contro un sistema sbagliato e completamente corrotto. Ma anche una sfida personale, perchè se Ron, da ottuso razzista quale era, ha fatto entrare nella sua vita Raynold, vuol dire che ogni cosa è possibile e dare giudizi a priori non è altro che dannoso.

Temi importanti quindi sono quelli portati avanti nel film che è magistralmente interpretato da due attori straordinari: il versatile ed eclettico Matthew McConaughey che da tempo brilla di una forte luce propria sul grande schermo, e Jared Leto, che dopo la lunga pausa rock è tornato a recitare in grande stile, reggendo la scena con abilità e lasciando increduli anche i più scettici. Entrambi infatti sono quasi del tutto irriconoscibili, oltre al fatto dell’essere fisicamente scheletrici anche per la grande passione e attenzione che trasmettono nei rispettivi ruoli.

Il regista canadese dirige un film drammatico completamente travolgente, poco retorico e molto pratico, dal tono solenne che colpisce per la forza del racconto e l’importanza dei fatti realmente accaduti. Una regia che non sbaglia un colpo, da premiare per la sua audacia. Esattamente come quella mostrata nel film dal suo protagonista.

 

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