Hunger Games – La ragazza di fuoco: recensione film

APPLAUSI PER FRANCIS LAWRENCE, CHE DIRIGE UN BEL SECONDO CAPITOLO, IN ATTESA DEL TERZO (E QUARTO) FILM

hunger games la ragazza di fuoco locandina filmGENERE: fantascienza

DURATA: 146′

DATA DI USCITA: 27 Novembre 2013

VOTO: 3,5 su 5

Quando si decide di fare la trasposizione cinematografica di un best-seller, c’è sempre il rischio di deludere gli amanti dell’opera letteraria. A tal proposito però c’è da aggiungere che spesso quando si mette mano su un adattamento, lo spettatore dovrebbe scindere i due prodotti. L’arte del cinema e della letteratura sono due cose diverse. Leggendo un libro si libera la fantasia, la creatività vola alta nel cielo alla ricerca di un’idea che ci faccia immaginare ciò che stiamo leggendo. Quando si guarda un film invece, la fantasia viene messa da parte per lasciar spazio alla visione e allo stupore di vedere i nostri personaggi finalmente prender forma. Fatta questa precisazione necessaria, Hunger Games – La ragazza di fuoco è un esaltante secondo capitolo della trilogia tratta dall’omonimo romanzo di Suzanne Collins, diretto da Francis Lawrence.

Tirato un sospiro di sollievo per la vittoria di entrambi i tributi di Panem, Katniss Everdeen (Jennifer Lawrence) e Peeta Mellark (Josh Hutcherson) devono tornare nuovamente a viaggiare in vista di un tour pensato per la commemorazione dei loro avversari morti negli Hunger Games. Katniss ormai è diventata un simbolo, quello della forza, che ha mosso i cuori di tutti gli abitanti per il coraggio dimostrato. Un esempio quindi di resistenza, contro la spregiudicata e violenta politica di Capital City. Il presidente Snow (Donald Sutherland), prima che i distretti si uniscano in una guerra contro i potenti, da il via nuovamente agli Hunger Games che questa volta vedono una piccola differenza: a gareggiare per la sopravvivenza, dovranno essere tutti i vincitori delle edizioni passate. Un duro colpo per Katniss e Peeta, che sono consapevoli di essere loro i veri obiettivi di Snow.

Il cambio alla regia è stata la svolta efficace per raggiungere un maggior numero di pubblico. Se il primo capitolo, che aveva diviso a metà la critica, era per un target più giovanile, La ragazza di fuoco invece assume un tono più drammatico, toccando argomenti più controversi e seri che interessano anche i più grandi. La politica infatti diventa parte integrante del racconto, e la rabbia dei cittadini repressa con spietata violenza introduce una narrazione solenne che riflette le ingiustizie di un mondo manipolato da chi ha il potere nelle sue mani. A differenza di altre saghe che sono state protagoniste degli ultimi anni, Hunger Games ha dalla sua parte un cast d’eccezione che fa aggiudicare al film un’etichetta universale al posto del teen. Il premio Oscar Jennifer Lawrence mette a segno un’interpretazione straordinaria interpretando un personaggio ancor più tormentato, che sente su di se il peso di ciò che sta accadendo e non riesce a darsi pace per la sorte che spetta ai suoi cari. A Josh Hutcherson viene lasciato ancora più spazio, un’ottima scelta del regista che vince scommettendo su di lui. Oltre a Liam Hemsworth, Donald Sutherland, Elizabeth Banks e Lenny Kravitz, entra nel cast anche Philip Seymour Hoffman, nei panno dello stratega che deve uccidere Katniss senza però farla diventare una martire elevandola ancor più a simbolo della resistenza.

Anche le prove dei 75esimi Hunger Games sono più dure. Non tanto quelle fisiche, i combattimenti e la difficoltà: questa volta hanno puntato sul fattore psicologico, facendo logorare i ragazzi con la frustrazione e il pensiero dei loro cari. Un’evoluzione dell’intensità della storia che aumenta il realismo e coinvolge lo spettatore molto più di un primo episodio la cui pecca è forse stata la troppa aspettativa nei confronti del romanzo. Francis Lawrence riesce a destreggiarsi bene quindi, passando da un genere all’altro senza soffermarsi su uno in particolare, ma buttando nel calderone con criterio il ritmo dell’action, la profondità dei personaggi del drama, un po’ di sentimentalismo romantico, lo stupore degli effetti fantascientifici, la violenza dell’epico.

Un’opera dark e per la maggior parte appassionante, che diventa melensa e privo di incisività solo nei momenti in cui l’incerto triangolo amoroso domina. Il colpo di scena finale, inoltre, fa presagire un terzo capitolo ancor più intrigante.. anche se la divisione in due film di un solo libro in genere non è mai un buon segno.

 

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