Indovina chi viene a Natale?: recensione film

indovina chi viene a natale?CON INDOVINA CHI VIENE A NATALE? BRIZZI CONTINUA IL SUO FILONE QUALUNQUISTA E PORTA SUL GRANDE SCHERMO UNA COMMEDIA CORALE CHE PROFUMA DI OPERAZIONE COMMERCIALE AD HOC FIN DAL TITOLO

GENERE: commedia

DATA DI USCITA: 19 dicembre

DURATA: 90’

VOTO: 2 su 5

Senza troppi fronzoli intellettuali Fausto Brizzi nella sua carriera cinematografica ha sempre tentato di raccontare l’Italia in maniera semplicistica e forse anche retorica fin dagli studenti dipinti in Notte prima degli esami, dove l’unico personaggio veramente interessante era il professore interpretato da Giorgio Faletti. Niente di diverso è accaduto nell’ultimo suo lungometraggio Pazze di me dove il tipico universo femminile è stato descritto con tutti i luoghi comuni del caso.

Il Natale, si sa, è un periodo in cui molto spesso la settima arte perde la sua caratteristica di arte per portare sul grande schermo commediole di poco conto concepite unicamente per l’intrattenimento e, inattesa del cine-panettone annuale, è proprio Brizzi quest’anno ad aprire le danze della mediocrità commerciale da sala con Indovina chi viene a Natale?

La commedia corale del cineasta ha come protagonista una famiglia composta da una madre, due fratelli e una sorella, oggi tutti a loro volta con figli. Giulio (Diego Abatantuono) è sposato con Marina (Angela Finocchiaro) e gestisce una fabbrica di panettoni e dolci a Milano. Antonio (Carlo Buccirosso) ha scoperto le sue origini a 40 anni, vive a Napoli ed è sposato con Elisa (Rosalia Porcaro), ha tre figli piccoli e adora il Natale e le sue tradizioni.

Chiara (Claudia Gerini) è in cerca dell’uomo perfetto e, dopo storie fallimentari, si è fidanzata con Domenico (Claudio Bisio), che fa il maestro e viene subito preso di mira dai due figli di lei. Infine c’è Valentina (Cristiana Capotondi), figlia di Giulio e Marina, che in occasione delle feste vuole presentare a tutti il suo nuovo fidanzato, Francesco (Raoul Bova) il quale non ha le braccia a causa di un incidente dove ha salvato una bambina.

Già dal titolo si percepisce che Indovina chi viene a Natale? Vuole essere un rifacimento della famosa commedia americana Indovina chi viene a cena? E il diverso, che nell’originale trama era un uomo di colore in un paese dove questo non era ancora bene accetto, in questo caso è proprio Francesco che con la sua storia sarà oggetto di gaffe, di inutili tentativi di metterlo a proprio agio e dei pensieri dei genitori di Valentina contrari all’idea che lei passi la vita ad assistere un invalido e di un razzismo leggere e non troppo privo di fondamenta reali, purtroppo.

Inutile dire che il personaggio interpretato da Roaul Bova è solo lo spunto, la miccia che porterà i protagonisti del lungometraggio a dar vita ai soliti litigi e polemiche che finiranno a tarallucci e vino, o meglio, a panettone e vino.

Concepito come un film per lo spettatore occasionale e natalizio che si dirige al cinema solo durante le feste per trovare una scusante plausibile che lo faccia alzare da tavola, con Indovina chi viene a Natale? Ancora una volta Brizzi tenta di descrivere l’Italia che si rispecchia negli occhi dello spettatore medio.

Di tutto la messa in scena quello che si salva è solo Diego Abbatantuono che tra tutti i personaggi è quello meno stereotipato, più cattivo: la voce fuori dal coro, il mattatore di una commediola che lascia il tempo che trova e che profuma di operazione commerciale fin dal titolo. Il cameo di Gigi Proietti da una ventata di beltà alzando la qualità dell’ironia della pellicola senza però riuscire a salvarla. Per quello servirebbe un miracolo di Natale.

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