La Mamma è al Cinema: ecco a voi Liberace

YLENIA CI PORTA ALLA SCOPERTA DEL FILM DI SODERBERGH “DIETRO I CANDELABRI”

Sicuramente tornerò a vedere questo film in lingua originale, per gustare i dialoghi tra questi due uomini meravigliosi, soli, dolci, spietati, veri. Perché Dietro i candelabri di Soderbergh è sì la storia dell’amore tra il pianista Liberace e il giovane Scott, ma a parte il look, lo stile di vita e il contesto, è proprio una storia d’amore di quelle forti, devastanti, che creano interdipendenza, quelle in cui vittima e carnefice si scambiano di ruolo, alternando felicità e dolore, ironia e tristezza.

E Michael Douglas, che ha girato il film a 68 anni, ha avuto coraggio e grande stile. Perché chi ha costruito il proprio successo sul fatto di essere un sex symbol (anche sex addict), ha sposato una donna bellissima, accettare un ruolo così vuol dire mettersi in gioco, lanciarsi nel vuoto, attraversare il mare in tempesta. Certo guidato da cotanto regista e con un partner straordinario come Matt Damon, ma pur sempre un atto di coraggio farsi vedere seminudo, col petto cadente, mezzo pelato, ossessionato dalla chirurgia estetica come una vecchia signora di Beverly Hills.

Il film non ha grandi colpi di scena, ma racconta così intensamente un amore, che inizialmente sembra solo uno sfizio per il vecchio e un’occasione di scalata sociale per il giovane, che mentre lo guardi speri che non si lascino, che la poesia trionfi, che il romanticismo non si perda tra droghe, tradimenti e solitudini. Inutile dire quanto bene sia girato, quanto già solo i primi 5 minuti regalino inquadrature da togliere il fiato, quella goduria di essere non solo al cinema, ma NEL cinema.

Matt Damon, anche lui, già solo per aver indossato certi costumini con pailettes meriterebbe un altro Oscar.

Un cinema che vizia l’occhio, sfiora il cuore, racconta le persone. Grande maestria. E poi, per una sera soltanto, vorresti essere lì, a Las Vegas, a sentire suonare Liberace vestito di brillanti, portato sul palco dal suo Scott, autista biondo platino strizzato in una divisa bianco latte, per applaudire, e far finta che no, non potevano essere gay. Perché il film ci dice anche questo, a fine anni ’70 una star non poteva dire di essere gay. Ora?

 

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Ylenia Politano, giornalista, si occupa da diversi anni di cultura, lifestyle e cinema. Mamma di tre creature e moglie di un attore, tra un asilo, uno scuolabus, una piscina e feste con 20 bambini di età compresa tra 1 e 9 anni, torna al suo primo amore, il cinema. Interviste, recensioni, riflessioni. Grandi maestri e nuovi talenti. Incursioni qua e là. Set, anteprime, backstage. Quando la mamma non c’è…”la mamma è al cinema!”