What is Left: recensione documentario

WHAT IS LEFT RACCONTA CON IRONIA LA SINISTRA ITALIANA ATTUALE

what is left locandinaGENERE: documentario

DURATA: 74′

USCITA IN SALA: 10 Dicembre 2013

VOTO: 4 su 5

C’era una volta la Sinistra italiana. E sicuramente ora non è più la stessa. Crisi di valori, di idee, clientelismo, scissioni, ambizioni, vantaggi personali e scandali: nel corso degli ultimi anni abbiamo assistito ad una serie di eventi che hanno allontanato il popolo elettore dalla politica. I numeri sono cambiati, il partito maggiore della Sinistra ha perso di credibilità. Eppure proprio ieri abbiamo visto la vittoria di Matteo Renzi e il suo incarico da Segretario del Partito Democratico, un democristiano che è riuscito a conquistare chi ormai non credeva più negli affari pubblici e molti elettori scontenti da tempo.

Si diceva che ci fosse bisogno di cambiamento, e secondo tanti lui è riuscito ad incarnarlo. Altri invece hanno sostuto che il PD si è svelato per quello che era, ovvero la nuova DC. Provocazioni a parte, la situazione politica italiana in generale crea scontento. Gli elettori della sinistra rimpiangono ancora il tempo che fu con Enrico Berlinguer, dove si attesta che la Sinistra davvero era dalla parte del popolo e si adoperava realmente per esso. Il discorso sulla politica è quindi quanto più attuale, e in un anno di grandi cambiamenti, ecco che la centralità del tema e il significato profondo di sinistra torna ad essere rivelato.

Con l’ironia e la fantasia che hanno già mostrato nel precedente lavoro Italy, love it or leave it, Luca Ragazzi e Gustav Hofer ci dipingono ancora una volta lo spaccato di un’Italia che cerca disperatamente di capire dove gli ideali della Sinistra siano finiti o cosa siano diventati. Attraverso la messa in scena di discussioni tipiche di questa parte dell’elettorato, i registi si mettono in gioco diventando ancora una volta attori di un docu-film che si destreggia con intelligenza tra gli stereotipi. Tra le letture dei quotidiani di partito, commenti davanti a servizi televisivi, scambi di battute tra amici, What si Left trae la sua forza narrante dal mostrare la situazione senza troppa criticità, ma esaminandola nel privato di una normale casa e nel pubblico degli aperitivi al mare o le passeggiate al parco.

Il docu-film si apre con la commozione di Gustav davanti ad un discorso politico di Obama sui diritti civili, che già mette in evidenza il primo quesito: la politica adesso è unicamente retorica? La questione è dall’ampia portata, e nonostante l’indagine dei due, non si troverà una soluzione. Interessanti riflessioni sono aperte anche dalle varie personalità intervistate, tra le quali Fabrizio Barca, Enzo Lattuca, Stefano Rodotà, Dario Franceschini. What si Left ha la capacità di non prendersi troppo sul serio, sdrammatizzando la confusione generale, e divertendo con degli sketch tragi-comici che non possono che suscitare un riso amaro.

Tra manifestazioni, disagi individuali e chiacchiere, i due registi hanno voluto dare il loro contributo sulla visione generale di una maggioranza alla deriva, specialmente nel passaggio tra il 2012 e il 2013. Un prodotto reale, che consigliamo anche agli esponenti della nuova politica di sinistra, che devono necessariamente ripartire dal popolo. Sempre che questi siano di sinistra.. perché Matteo Renzo lo è vero?!

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