Il segnato: recensione film

SPIN OFF DAI TONI B MOVIE, IL SEGNATO DELUDE TRA CLICHÈ E BANALITÀ

Il segnatoGENERE: horror

DATA DI USCITA: 30 gennaio

DURATA: 84’

VOTO: 1 su 5

In principio fu The Blair Witch Project, il primo falso documentario o così detto mockumentary dai toni horror. Questo antesignano di svariate pellicole girate in found footage, dopo un saggio lavoro mediatico, aveva riscosso il suo successo grazie anche alla paura dell’ignoto, il ritrovamento di un VHS, o di una videocamera,  portava l’osservatore in sala ad un coinvolgimento emotivo, proprio per la semplicità e la naturalezza delle situazioni. Questo prologo però non serve a salvare né a dare speranze all’ormai usurato franchise  della “fortunata” serie di Paranormal Activity tantomeno al suo messicano spin off Il segnato.

Insipido, banale e con una quantità di clichè imbarazzanti, questo è un prodotto ormai privo di originalità, da considerare il cinepanettone per eccellenza del suo genere.

La storia inizia nel Giugno del 2012 ad Oxnard, una cittadina nel profondo sud della California. Dopo la morte misteriosa della vicina di casa, Jesse, insieme al suo migliore amico Hector  decide di tirare fuori la telecamera ed indagare nell’appartamento. Nel farlo, Jesse trova un oggetto associato ai rituali di magia nera. Al mattino si risveglia con uno strano morso sull’avambraccio e nei giorni successivi il ragazzo inizia a sviluppare una sorta di potere soprannaturale. Questo sarà solo l’inizio di una escalation di avvenimenti, sempre più inquietanti e mefistofelici.

Questo spin-off saggiamente chiamato Paranormal Activity: Il Segnato, tanto per non lasciare dubbi allo spettatore, farà da ponte e da rompighiaccio al quinto e speriamo ultimo capitolo della saga ideata da Oren Peli. La tecnica di ripresa è la classica del genere, anche se questa volta è una telecamera portatile che ci accompagna lungo la storia, solo in una scena viene utilizzata una GoPro, che forse da protagonista avrebbe reso anche la regia qualitativamente migliore.

La durata della pellicola non va oltre l’ora e mezza e da la netta sensazione di stentare a decollare fin dalle prime battute, i dialoghi sono scontati e il film è obbiettivamente troppo verboso e questo rende la suspense una grande assente ingiustificata e i pochi momenti di silenzio, dove lo spettatore spera in un sussulto, sono ridotti ai minimi storici.

Se Il segnato fosse stato un film senza pretese sarebbe  stato classificato come  un b-movie, ma l’onere dei precedenti capitoli resta di fatto troppo pesante. Sembra che la musa ispiratrice abbia abbandonato le menti, ormai aride, dei curatori di questa serie. Di sicuro i cultori dei passati capitoli non tarderanno a riempire le sale, ma la percezione è che qualcosa si sia rotto all’interno dell’ingranaggio e forse dopo Il Segnato, anche Paranormal Activity potrebbe presto vedere il suo ultimo tramonto. Finalmente.

Andrea Stigliano

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