Tormenti: il Film Disegnato da Furio Scarpelli

LAVORO DI ANIMAZIONE TUTTA ITALIANA E OPERA PRIMA DI FILIBERTO SCARPELLI, FOTOGRAFO DIVENTATO REGISTA 

Ci sono uomini a cui il cinema italiano deve moltissimo: fama mondiale, riconoscimenti ma soprattutto storie che valgono la pena di essere raccontate. Personaggi in cui ognuno può identificarsi e trame che portano a riflettere lo spettatore, tra un sorriso e l’altro. La filmografia di Furio Scarpelli è vastissima e scegliere pochi titoli da portare come esempio della sua bravura può rivelarsi un’impresa. Come fare una selezione di tutti i premi ricevuti durante la sua lunga carriera. Dal 1948 ha lavorato con i migliori registi, scritto sceneggiature entrate di diritto nella memoria collettiva e creato splendide favole: libri catalogati come “narrativa per ragazzi”, ma capaci di risvegliare la fantasia a qualsiasi età.

Il suo ultimo film è stato un progetto nato in famiglia. Opera prima del nipote, Filiberto Scarpelli, fotografo calatosi dietro alla macchina da presa perchè «È nata l’idea di portare alla luce una minima parte dell’immane corredo di disegni che Furio Scarpelli, mio zio, nascondeva». La sceneggiatura è stata poi realizzata a sei mani, con l’aiuto filosofico del figlio Giacomo. Filiberto aveva già girato dei documentari di grande successo, partendo solo da sequenze di fotografie, ma Tormenti – Film disegnato è un esperimento unico nel suo genere, senza precedenti. Si potrebbe definire infatti un graphic novel animato: i disegni scorrono sotto gli occhi del pubblico, accompagnati dalle voci degli attori e dalle bellissime musiche di Bruno Moretti, trasportandolo nella Roma degli anni Trenta e tra le vicende burrascose dei protagonisti.

Eleonora Cianciarelli, soprannominata Lolli, ha solo diciannove anni, un lavoro nella lavanderia della madre e grandi aspirazioni. Durante una consegna rimane folgorata dal portamento signorile dell’avvocato Rinaldo Maria Bonci Pavonazzi, simbolo dell’agiatissima borghesia fascista, giovanile nonostante i suoi sessant’anni anche grazie a dei baffetti alla Amedeo Nazzari. Tra i due ad una festa scoppia la passione: lui, innamorato della giovinezza e dell’ammirazione di lei, la trasforma in una signora con mille regali e premure. Lolli, accecata dal mondo sfavillante e dall’eloquio forbito di lui, si lascia travolgere e plasmare.

Per fortuna Marusca, la migliore amica di Lolli, sa riconoscere un insipido smargiasso egoista dai racconti della ragazza e decide di presentarle suo cugino, Mario Marchetti. Avvenente studente, pugile dilettante e poeta sensibile, il ragazzo con la sua semplicità conquista presto il cuore di Lolli, che inizia ad aprire gli occhi sulla sua relazione con Rinaldo. Tra i due pretendenti scoppia una violenta rivalità: l’avvocato non riesce ad accettare l’abbandono della ragazza e cade in un gorgo di gelosia e ossessione, incolpando Mario di tutti i suoi guai. Il conflitto si sposta poi sul piano politico con l’arrivo della Guerra Civile spagnola. Schierati l’uno con l’esercito fascista e l’altro con le Brigate Internazionali, Rinaldo e Mario si confronteranno un’ultima volta, senza riconoscersi.

Il risultato è uno spaccato realistico sull’Italia e gli italiani degli anni Trenta, ma soprattutto sulla natura umana. Il momento storico certo influisce sulla vicenda, ma non la domina: si limita a farle da sfondo, a volte un po’ turbolento, a volte molto comico, come quello delle strade di Roma, rivoltate come calzini dal fervore del Duce nel costruire e ricostruire grandi monumenti. La storia vera è quella creata dall’intreccio dei sentimenti dei tre protagonisti, umani e universali.

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