Need for Speed: recensione film

Need For Speed

DAL VIDEOGIOCO DI MACCHINE PIÙ AMATO ARRIVA LA VERSIONE CINEMATOGRAFICA DI NEED FOR SPEED

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GENERE: azione

DATA DI USCITA: 13 marzo

DURATA: 124’

VOTO: 3,5 su 5

Tra i cinematografici eroi e le loro altrettanto famigerate gesta ad alto tasso di testosterone spiccano, spesso, nel mondo della settima arte (anti)cavalieri senza macchia e senza paura che come mezzo di locomozione invece dell’ormai superato cavallo usano, anche nelle loro battaglie dove redenzione e alto senso di giustizia sono alla base di una trama spesse volte fragile benché corredata di immagini spettacolari e ad altissimo tasso di adrenalina, una macchina. Di tale genere è esempio per antonomasia la saga di Fast and Fourios e proprio il videogioco dal quale si vocifera che tale serie sia stata ispirata arriva l’omonimo Need For Speed.

Tobey Marshall (Aaron Paul), è un meccanico e pilota automobilistico che, incastrato per un crimine che non ha commesso, è costretto a scontare una pena di due anni. Uscito di prigione, Tobey ha un unico obiettivo: saldare i conti con l’uomo responsabile della sua ingiusta detenzione, l’ex pilota NASCAR Dino Brewster (Dominic Cooper). Tobey sa bene però che per battere il suo rivale deve sconfiggerlo in una gara all’ultimo respiro, la De Leon, il Mondiale delle corse clandestine. Per arrivare in tempo all’appuntamento, il protagonista dovrà sfidare ogni limite di velocità in un epico viaggio che attraversa gli Stati Uniti. Una corsa che inizia come missione di vendetta, ma che si trasforma in percorso di redenzione.

In Need for Speed i su citati ingredienti basilari, action e adrenalina da competizione, si fondono alla perfezione in una storia dove l’arroganza si scontra con il bisogno di vendetta attraverso corse all’ultimo respiro mentre il cuore accelera al ritmo di un amore descritto senza banalità. Il protagonista Aaron Paul, recente orfano dell’amatissimo Breaking Bad, dà una prova attoriale di notevole spessore forse proprio invogliato dal desiderio di discostarsi, dopo molto tempo, dalla dimensione televisiva diventa umana metafora del merito contrapposto all’arroganza del nemico.
La narrazione è lineare, le tematiche toccate semplici e coerenti con il genere che rimanda il suo plot agli storici film automobilistici anni ’70 pur aggiungendo qualche spettacolare ripresa e l’inconfondibile voce Michael Keaton, narratore d’eccezione.

La totale mancanza di supponenza e la decisione di avvicinarsi con maestria alla trama del videogame d’origine, senza però forzare eccessivamente la storia, fa di Need for Speed non solo un’ottima prova cinematografica ma anche l’esempio tangibile che tale genere, nativo blockbuster. può essere una pellicola dinamica e para-realistica degna di nota, di nota positiva.

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