Noi 4: recensione film

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CON NOI 4 FRANCESCO BRUNI CONTINUA A PARLARE DI POSITIVITÀ, UNIONE E AMORE, ELEMENTI TRADOTTI E PRESI PER MANO DA QUATTRO ANIME DISTRATTE

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GENERE: commedia

DATA DI USCITA: 20 marzo

DURATA: 93’

VOTO: 3,5 su 5

L’unione, molte volte, è l’essenza stessa della forza; spesso, due individui, sono legati tra loro da qualcosa che va oltre il tempo corrente che è troppo veloce, sciatto e, purtroppo, divenuto assai superficiale. È infatti innegabile l’incapacità di ascolto, di confronto e di raffronto; parole lasciate sospese, puntini incompleti e, soprattutto, la paura enorme, insormontabile, di affrontare la verità delle cose, osservando la luce dritta negli occhi, magari restandone abbagliati per un attimo, sentendosi piccoli, ma poi, proprio quel bagliore, fa uscire dall’ombra l’essenza e lo spessore che ogni uomo ha saputo costruire intorno ad esso, spoglio dall’oscurità comoda delle menzogne, della faciloneria e della fuga. La strada, una volta ritrovato l’inizio, sarà allora assolata e calda, come una mattina di giugno, quando la scuola è appena finita e non si ha più paura di cercare, coraggiosamente e onestamente, l’unione dell’essere.

Lara (Ksenia Rappoport) è una donna dalla carriera limpida e ha due figli, uno è Giacomo (Francesco Bracci Testasecca), il più piccolo, che si appresta a tenere l’esame di terza media e, quotidianamente, è assillato dall’ansia della mamma; l’altra è Emma (Lucrezia Guidone), ventenne e idealista impegnata, sogna di fare l’attrice in un teatro occupato, tormentata e in rotta con sua madre, accusata di essere, appunto, agitata e irrequieta. Loro tre sono legati ad Ettore (Frabrizio Gifuni), padre dei ragazzi nonché ex marito di Lara, lui, però, non è mai cresciuto, fa l’artista e vive alla giornata, spiritoso e piacente, deliziosamente guascone e irrimediabilmente Peter Pan. In un frenetico giorno tutti e quattro si perdono e si ritrovano di nuovo, per l’ennesima volta, e proprio la costipata giornata li farà riflettere sulle loro vere prospettive.

Dopo lo splendido Scialla! Francesco Bruni scrive e dirige Noi 4, un film che prosegue la ricerca della positività e della ristrutturazione personale, dedicata agli altri, riaffiorata grazie all’unione magica tra i difetti, quelli puri, contigui e inseparabili, offuscati dai fiumi di parole che non dicono mai ciò che dovrebbero, che contraddistinguono la tenerezza di ogni essere umano e la sua propensione alla condivisione, all’abbraccio, al momento. L’opera, tra i telefoni che squillano ed un traffico caldo e caotico come quello di Roma, va a raccontare, per l’appunto, la delicatezza dell’imperfezione umana, resa ancor più bella dalla differenza che unisce quattro anime distratte ma complementari tra loro.

Francesco Bruni, grazie alla sua penna e alla sua instancabile, speranzosa e giocosa visione della vita, semplifica – come dovrebbe sempre essere – l’intricato e impossibile mondo di chi, in un modo o nell’altro, crede ancora nella bellezza e nella felicità, elementi smarriti, scivolati via da una mano che non stringe più l’altra, che ha perso la forza e, di conseguenza, l’annessione con l’amore, tradotto, come in questo caso, da quattro splendidi sorrisi. Noi 4, quindi, è una ripartenza, un sospiro dopo il caos di una vita riassunta in un momento, è un cinema imperfetto con un grande cuore.

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