True Detective: finale di stagione

Si conclude ad alto livello la prima stagione della serie HBO con McConaughey e Harrelson

Rust and Cohle, come a dire Dust and Bones, parafrasando una canzone dei Guns n’Roses, polvere ed ossa di un’umanità ridotta a brandelli e reincarnata nel corpo di due poliziotti. Due tipi strani con volto e fisico degli ottimi Matthew McConaughey e Woody Harrelson, così ben assemblati da sembrare imperfetti e che invece dimostrano un affiatamento totale. Sono loro il cuore e l’anima di True Detective, nuova crime series HBO.

ATTENZIONE SPOILER!!!

Quando tocchi l’oscurità, lei a sua volta ti sfiora. Una massima ripresa da tempo nel genere thriller-noir-horror, che fa capolino in questa serie meravigliosa, conclusa dopo otto episodi da 60 minuti l’uno e che è stata riconfermata per una seconda stagione. La prima, intanto, incentrata sul lato oscuro e perverso di una certa malvagità umana (sacrifici di bambini, messe nere e via dicendo…), ha riscontrato pareri positivi in ogni sito-testata-blog di cinema, segno evidente che è piaciuta molto.

Certo, il finale lascia un solo interrogativo, tra un atto di giustizia e l’altro di fede: chi sostituirà i due detectives con tale spessore attoriale? Invischiati in torbide faccende nelle paludi della Louisiana, seguiamo su tre piani diversi di narrazione (1995-2002-2012) il declino morale e fisico dei protagonisti, che vivono, cadono e risorgono dalle proprie ceneri, facendosi ossa (e ruggine da revolver) per tentare di risolvere un caso lungo due decadi.

Ci si esalta, a tratti si ride, ci si inferocisce con loro e quando il marcio viene a galla, mentre la polizia americana latita, questi uomini dal fascino quasi templare, fedifraghi-ubriaconi e a tratti psicotici, intervengono per fare giustizia e ripagare un debito personale verso un mondo che non sembra accettarli. Come emargina chi vede il dolore e non volta indietro lo sguardo.

Il sunto è nella splendida parafrasi di chiusura sulle luce delle stelle che contrasta le tenebre. Il ritmo caldo e lento del sud degli States amalgama la storia in un condensato di sapori cajun. Noi siamo dalla loro parte e tifiamo per il trionfo del bene, ma per farlo ci sporchiamo necessariamente e guardiamo in faccia il male. Come fanno Rust e Cohle in effetti, detective di professione, anti-eroi per vocazione naturale. 

 

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