Incompresa: recensione film

ASIA ARGENTO CON INCOMPRESA DIRIGE UN RACCONTO DI FORMAZIONE TENERO E SPIETATO

IncompresaGENERE: drammatico

DATA DI USCITA: 5 giugno

DURATA: 109’

VOTO: 3 su 5

Chiede di essere accettata per quello che è, la piccola Aria, protagonista di Incompresa lungometraggio che vede alla regia Asia Argento. Una richiesta continua di amore alla sua amica del cuore, ai genitori assenti e tanto egocentrici da non vedere altro che loro stessi le loro carriere.

Importa forse ben poco se in questo lavoro l’Argento abbia messo i ricordi sbiaditi della sua infanzia quel che importa è che gli eccessi, a volte caricaturali, in cui il lungometraggio cade sono probabilmente realtà filtrata dagli occhi di una giovanissima donna di soli 9 anni che si ritrova a camminare per strada e a implorare attenzione ritrovandosi ad averne solo da meri sconosciuti.

Un padre, Gabriel Garko, attore di serie B scaramantico fino a rasentare la follia e una madre, Charlotte Gainsbourg perfetta nel ruolo, che si da facilmente a qualsiasi uomo cambiando personalità a seconda del maschio di turno. Due genitori le cui attenzioni sono tutte incentrare sul loro ego e sulle altre figlie avute da precedenti matrimoni ma non su Aria che vaga, orfana di affetto per una Roma borghese e assente: piccola invisibile incompresa.

Una grande colonna sonora rompe con violenza i silenzi di una narrazione chiara di un piccolo racconto di formazione non privo di pecche ma estremamente sincero e spietato. Un racconto retto tutto sulla semplicità della azioni e reazioni della protagonista alla quale vien voglia di chiedere scusa per la cattiveria che il mondo le regala.

 

 

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