Maleficent: recensione film

MALEFICENT E’ UNA FAVOLA, UNA FAVOLA CHE PASSA AD UN COLPO D’ALI SBATTUTE DA DONNE CHE AMANO A DENTI STRETTI E FANNO PAURA PERCHE’ PIU’ FORTI DEGLI UOMINI

locandina-maleficentGENERE: fantasy

DURATA: 97′

USCITA: 28 maggio

VOTO: 3 su 5

Maleficent è una favola raccontata dalle donne che combattono tutti i giorni. Quelle donne che guerra non la muovono solo al mondo ma a se stesse. Sono loro le eroine quotidiane, loro che amano forte, che si arrabbiano, che si sentono sole e private delle loro ali. Le streghe e le fate che vogliono volare alto, quelle che fanno paura perché più forti degli uomini, quelle silenziose, che stringono i denti e battono i piedi quando tutto va storto, quelle che si rialzano da terra con l’aiuto di un bastone e vanno in contro al problema, con il cuore che sanguina e la mente che ruggisce.

Il film Disney, diretto da Robert Stromberg, riadatta allo schermo la storia conosciuta da tutti della Bella Addormentata, ma lo fa dal punto di vista della strega cattiva Malefica. Quella che nell’identità comune è sempre stata l’antagonista per eccellenza viene presentata come una donna ferita e delusa dall’amore.Malefica era una fata  con grandi ali nere che la portavano fin sopra le nuvole. Viveva in pace e armonia nella foresta del regno insieme alle altre creature incantate. Saranno gli umani a rompere l’idilliaca spensieratezza che porterà la fata a diventare la fiera protettrice del regno. Stefano, vile e bramoso di potere, tradirà Malefica. Proprio l’ amore si celarà nelle ferite del cuore della donna, un cuore ormai accesso di vendetta e rabbia. Un terribile sortilegio verrà scagliato dalla strega su Aurora, la figlia di re Stefano. La dolce e tenera Aurora porterà Malefica a capire l’importanza del vero amore, quello che lava le ferite con un bacio e che stringe il cuore con un abbraccio.

La rivisitazione di una delle storie più famose funziona, funziona la rilettura e il cambio del punto di vista e ancor di più funziona che l’eroina della pellicola sia una donna. Meravigliosa Angelina Jolie, non solo per l’aspetto fatato, ma per un’innata capacità di rendere i moti antitetici di questo personaggio. Non importa che sia una fata o una strega, non importa che abbia i poteri magici perché in lei si rintracciano quelle fragilità tipiche delle donne coraggiose. Spesso le più dure sono solo state ferite, spesso le più forti sono solo le più sole.

Gli uomini in Maleficent sono incapaci, disonesti, schiocchi, arrivisti e traditori. Sono quei tipici uomini senza pantaloni che hanno bisogno del potere della cinta per tenerli su, sono quegli uomini sbagliati che almeno una volta nella vita si incontrano. Nemmeno il principe azzurro è quel perfetto esempio di maschio e questo ci piace perché finalmente, almeno per una volta, non vediamo sullo schermo una donzella salvata dal principe. Le donne, quelle vere, quelle con la D maiuscola, sanno salvarsi da sole e guardandosi allo specchio tra le lacrime e il sorriso non smetteranno di amare e di amarsi. Loro a cui il coraggio non manca.

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