Mommy: recensione film

MOMMY DI XAVIER DOLAN È UN FILM IMPERFETTO COME UN CAPOLAVORO

MommyGENERE: drammatico

DATA DI USCITA: 4 dicembre 2014

DURATA: 194 minuti

VOTO: 3,5 su 5

Gioca spesso con il formato dello schermo Xavier Dolan: lo ha fatto in Laurence Anyways, girato tutto in 4:3, in Tom a La Ferme in cui le corse e le scene di violenza venivano proposte in CinemaScope e lo fa in Mommy dove i cambiamenti visivi vanno di pari passo con la sensazione che il protagonista e, di conseguenza il pubblico, sente quasi a coronare un’empatia che in 4:3 attraverso la claustrofobia sottolinea un disagio che in 1.1 sparisce riportando l’emozione dell’azione alla calma.

Die è un’energica vedova e costretta a doversi riprendere in casa suo figlio, Steve, affetto da un disturbo da deficit di iperattività. Proprio nel momento in cui il ragazzo torna tra le mura della materna casa Die perde il suo posto di lavoro ed è costretta a muoversi per trovare un nuovo impiego. In questa disastrosa situazione i due protagonisti incontrano Kyla, una donna timidissima nonché loro vicina di casa che offre di dare ripetizione  Steve.

Mommy sembra essere l’esatto contrario del film d’esordio di Dolan, J’ai tue ma mere, dove un ragazzo sulla via di diventare uomo tentava in tutti i modi di tagliare il cordone ombelicale che lo univa alla genitrice: in questo quinto lavoro del cineasta 25enne invece ci ritroviamo davanti a un pre-adolescente molto fragile che ha ancora un immenso bisogno della figura materna.

Spesso accade nel cinema di Dolan vedere figure femminili, madri e non, con fardelli molto pesanti da portare andare avanti nella vita: lo stesso cineasta ha spiegato questa scelta stilistica dicendo che tutte queste mamme, queste donne forti nascono e diventano personaggi importanti nei suoi film per una sorta di riscatto che lui vuole pagare nella sua arte per sua madre che, nonostante le avversità, è sempre andata avanti.

Oltre ai personaggi femminili ciò che ricorre spesso nel cinema del regista canadese è l’ambiguità: se in Tom a la Ferme l’ambiguità dei suoi protagonisti era sessuale in Mommy quella di Steve è di altra natura ma è comunque presente con forza.

Mommy è un film imperfetto ma questo non infastidisce perché l’introspezione dei personaggi è talmente forte che non si può sottolineare le pecche senza pensare che poi, infondo, è talmente bello il rapporto che questo lungometraggio crea col pubblico che è inutile soffermarsi su una perfezione che non è contemplata in nulla di quello che viene detto e mostrato, neanche nel finale emotivamente meno toccante del resto del film.

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