Pesaro Film Festival, 50 anni e non sentirli

PARTE IL PROSSIMO 23 GIUGNO IL PESARO FILM FEST CHE QUEST’ANNO COMPIE IL MEZZO SECOLO DI VITA

Pesaro50_ManifestoCinquant’anni di vita e non sentirli: il Pesaro Film Fest torna, dal 23 al 29 giugno, e come ogni anno a da spazio a registi di fama internazionale ma soprattutto a registi emergenti mantenendo la sua natura di Mostra del Nuovo Cinema.

Sette sono le opere in concorso, opere prime e seconde di diversi cineasti provenienti da ogni parte del mondo: La sezione Concorso Pesaro Nuovo Cinema propone sette film, opere prime e seconde di giovani autori, provenienti dai quattro angoli del mondo, con particolare attenzione al road movie fisico e spirituale: l’indiano Liar’s Dice di Geethu Mohandas, nel ritratto di uno sperduto villaggio montano e nelle differenze con la megalopoli emergono problematiche sociali e politiche dell’India contemporanea; Raiz/Roots di Matías Rojas Valencia, il viaggio di una donna alla ricerca del padre di suo figlio in cui il paesaggio si fa testimone silenzioso e avvolgente e la docufiction colombiana Tierra en la lengua di Rubén Mendoza confermano l’attenzione del Festival per il cinema del Sud America; il francese Swim Little Fish Swim di Lola Bessis e Ruben Amar, che apre le visioni nella piazza di Pesaro, si declina invece come un racconto dai toni surreali; I resti di Bisanzio è il primo lungometraggio di finzione dell’italiano Carlo Michele Schirinzi dove s’intrecciano storie di ordinario malessere; viene dall’Estonia invece l’ipnotico Free Range che narra le vicende di un aspirante scrittore nel pieno di una crisi esistenziale e ancora il debutto al lungometragio di Ferit Karahan con The Fall from Heaven, co-prodotto dall’Italia, riflette sulle trentennali tensioni tra turchi e curdi.

La giuria chiamata a decidere sul premio dedicato a Lino Miccichè sarà quest’anno composta è da Daniele Vicari, Francesca Marciano, Silvio Danese e presieduta dall’attrice portoghese Maria De Madeiros.

La sezione Il Mouse e la matita vuole soffermare il suo sguardo sul panorama  con moltissime proposte che passano dalle forme di maggior successo, come la factory Rainbow creatrice del fenomeno Winx, arrivano fino all’animazione di nicchia. Tra i titoli: L’arte della felicità di Alessandro Rak, Pinocchio di Enzo D’Alò, Robin Hood di Mario Addis, 9 anteprime assolute tra le quali: Zero di Igor Imhoff, Festina Lente di Alberto d’Amico, Flussi di Basmati e per festeggiare i sessant’anni della Scuola del Libro di Urbino,fucina di veri e propri talenti nel disegno animato, un omaggio ai suoi più celebi studenti: Simone Massi, Gianluigi Toccafondo, Roberto Catani, Magda Guidi (autrice della locandina di quest’anno), Mara Cerri, Beatrice Pucci. Ad arricchire la sezione una web serie animata con il nuovo episodio di Gino il Pollo di Andrea Zingoni, un programma in aggiunta di carattere storico Cartoon e Moschetto e una tavola rotonda per fare il punto sullo stato dell’animazione italiana.

La sezione Panorana U.S.A – il cinema sperimentale – narrativo nel nuovo millennio propone una serie di registi off- Hollywood, provenienti a maggioranza dalla East coast, che operano fuori dai modelli produttivi commerciali e dominanti il mercato. Giovani spinti da una necessità innovativa che però si caratterizza più secondo una grammatica narrativa rispetto un’esigenza di ricerca underground. Una selezione di trenta opere, tra lunghi e corti, dal found footage alla sperimentazione nella fiction, spesso in forme ibride tra finzione e documentario come il lavoro di James Franco, Francophrenia, al campo del disegno animato con l’animazione gotica di Consuming Spirits di Chris Sullivan. Il filmmaker italoamericano John Canemaker con il suo The Moon and the Son, Oscar 2006, terrà anche una masterclass.

 Il 28° Evento Speciale sarà quest’anno dedicato, per i cinquant’anni della mostra, alle celebrazioni e riflessioni sul festival attraverso tre linee programmatiche: una retrospettiva di quindici film passati per i primi dodici anni dal festival, con molti registi alla prima opera poi divenuti famosi come Jerzy Skolimowsky di cui vedremo Rysopis, Gutierrez Alea con Memorias del Subdesarrollo, Nagisa Ōshima con Notte e nebbia del Giappone, Otar Iosseliani con C’era una volta un merlo canterino (terrà anche la masterclass a chiusura della manifestazione) e Jean-Luc Godard con Made in Usa. Poi una tavola rotonda e un omaggio a Lino Miccichè con la proiezione di suoi documentari, interventi in Rai e la presentazione del doc Lino Miccichè, mio padre. Una visione del mondo, di Francesco Miccichè.

E sempre Godard, caro amico del Festival, è una delle firme del film collettivo I ponti di Sarajevo, di recente transitato Fuori concorso a Cannes, che sarà trasmesso nel contesto Cinema in Piazza durante la notte tra il 27 e il 28 giugno in concomitanza alla presentazione, dello stesso, nella capitale bosniaca, e a cento anni esatti dall’attentato che accese la miccia della Prima Guerra Mondiale.

 Per Sguardi al femminile prosegue ininterrotto il legame con le nuove tendenze del cinema russo, attraverso le opere delle esponenti della new weve russa contemporanea: Ancora un anno di Oksana Bychkova, The Hope Factory di Natalja Meschaninova, Mamma, io ti ucciderò di Natasha Merkulova, Posti intimi di Elena Pogrebizhskaja. Il programma sarà completato da un omaggio a Larisa Shepit’ko con L’ascesa, film realizzato poco prima della prematura scomparsa.

Anche quest’anno ci sarà l’appuntamento dopofestival per cinefili Round Midnight dedicato alle nuove forme di rappresentazione dell’immagine, che espande la programmazione di animazione italiana e del nuovo cinema indipendente americano.

Un assaggio della mostra si potrà gustare in Avanfestival, domenica 22, con la proiezione del documentario Roma, Napoli, Venezia…in un crescendo rossiniano di Lina Wertmüller e in un’anteprima presso il Cinema Trevi di Roma dal 13 giugno, con 9 film. 3 di registi italiani che hanno esordito a Pesaro tra il ’66 ed il ’67, gli altri sei sono di grandi autori, oggetto d’incontri a Pesaro, negli anni, tra i quali: Olmi, Bellocchio, Ferreri

 Poi Il Ciclo Filmico della Tragedia Endogonidia della Socìetas Raffaello Sanzio, di cui Cristiano Carloni e Stefano Franceschetti hanno curato la regia, le riprese e il montaggio. Si tratta di 11 spettacoli teatrali appresentati in varie città europee tra il 2002 e il 2004, e in seguito in tutto il mondo, montati con l’obbiettivo di creare, dalle opere filmiche di partenza, nuove opere.

Il Premio Amnesty Italia – Cinema e Diritti Umani segnalerà anche quest’anno il film che meglio avrà saputo coniugare i molteplici temi relativi ai diritti umani scelto trasversalmente tra le sezioni.

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