Fermoimmagine: Daniel Pennac e il cinema

DOPO DECENNI DI RITROSIE, IN UN PAIO D’ANNI DANIEL PENNAC REGALA AL CINEMA ERNEST & CÉLESTINE E IL PARADISO DEGLI ORCHI

Daniel PennacDaniel Pennac (pseudonimo nato per cammuffare il cognome Pennacchioni) inizia la sua carriera da scrittore, in contemporanea con quella da insegnante, all’inizio degli anni Settanta. In realtà, in quanto aspirante romanziere, aveva scelto il mestiere apposta per poter dedicare le lunghe vacanze estive alla scrittura, ma presto far appassionare i ragazzi alla lettura si trasformerà nella sua seconda vocazione. In seguito a qualche esperimento nel mondo della saggistica e della letteratura per ragazzi, nel 1985 scrive il primo capitolo della sua saga più famosa, dedicata all’eccentrica e numerosa famiglia Malaussène.

Il Paradiso degli orchi è un successo e, insieme ai libri successivi (La fata carabina, La prosivendola, Signor Malaussène, La passione secondo Thérèse, Ultime notizie dalla famiglia), appassionerà lettori in tutto il mondo per quasi quindici anni, sino alla pubblicazione dell’ultimo capitolo nel 1999. Nonostante le favorevoli premesse, le vicende della tribù di Belleville non arrivano però sul grande schermo: l’autore è irremovibile sull’argomento, convinto che i suoi romanzi siano impossibili da adattare per il cinema. A fargli cambiare idea arriva nel 2013 il giovane regista Nicolas Bary. Quando ferma all’uscita di una sua lettura in teatro Daniel Pennac e gli espone il suo progetto, tra le sue esperienze può vantare soltanto alcuni cortometraggi, parecchie collaborazioni e un lungometraggio, Les enfants de Timpelbach (tra i cui protagonisti spicca l’allora adolescente Adèle Exarchopoulos). In seguito lo scrittore confesserà candidamente di essersi lasciato convincere dall’entusiasmo di Bary, prima ancora che dalla sua visione della storia.

Benjamin Malaussène ha il lavoro più ingrato del mondo: capro espiatorio di un Grande Magazzino di Parigi. Costretto ad assumersi la colpa di ogni problema sino a impietosire i clienti, sopporta questo e altro per sfamare la tribù di sorelle e fratellini a casa, finchè non inizia una serie di misteriose esplosioni, di cui, naturalmente, diventa il principale sospettato. Con l’aiuto della numerosa famiglia e dell’amata “zia Julia”, cercherà per la prima volta di provare la sua innocenza e trovare il vero colpevole.Pur prendendosi grosse libertà rispetto alla trama originale, il film di Bary riesce a restituire lo sguardo fantasioso e originale del protagonista sul mistero, dipanandolo con ritmo. Anche se impossibili da trasporre, quantomeno la poesia innovatrice e la forza esplosiva delle pagine di Pennac vengono rispettate, con entusiasmo davvero innegabile. Lo scrittore d’altra parte lascia piena libertà al regista e alla troupe, limitandosi a pochi suggerimenti.

Il maggior contributo che Daniel Pennac offre al mondo del cinema è invece la sceneggiatura di Ernest & Célestine, lungometraggio d’animazione tratto dai libri della disegnatrice belga Gabrielle Vincent. Presentata in antreprima mondiale fuori concorso al Festival di Cannes 2012, la pellicola conquista la critica per la semplicità e la delicatezza con cui racconta l’amicizia tra una topolina e uno scontroso orso, rappresentanti di due mondi agli antipodi. Riadattato dai tre registi (Benjamin Renner, Stéphane Aubier, Vincent Patar) nei limiti dell’animazione, lo screenplay di Pennac apre una porta sul commovente mondo della Vincent: Renner sfrutta al meglio la creatività e l’ironia dell’autore nel dar vita ai personaggi, nonchè per migliorare la coerenza visiva e narrativa del film.

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