Fermoimmagine: le eroine di Joe Wright

Il regista che ha trasformato Keira Knightley in Elizabeth Bennet e Anna Karenina

Joe Wright nasce a Londra nel 1972. Il suo approccio con l’arte è immediato e singolare: i genitori sono infatti fondatori del The Little Angel Theatre, un piccolo teatro di marionette nel quartiere di Islington. Oltre a dare una mano nell’attività di famiglia, durante l’infanzia Wright si appassiona alla pittura, alla regia e alla recitazione, girando molti cortometraggi in formato Super 8. Concluso il liceo, saranno proprio i quadri e i brevi film collezionati negli anni a farlo entrare nella prestigiosa Camberwell School of the Arts.

Joe WrightAccumulata esperienza dirigendo videoclip musicali e svariate miniserie per la BBC, Joe Wright esordisce al cinema nel 2005 con un adattamento del celebre romanzo di Jane Austen, Orgoglio e Pregiudizio. Il successo inizia con la premiere al Toronto Film Festival e si diffonde in tutto il mondo, portando a regista, cast e collaboratori innumerevoli nomine e premi cinematografici.

Il film si distingue da tutte le trasposizioni precedenti per un taglio al tempo stesso realistico e romantico, mettendo da parte l’affilata ironia della Austen per concentrarsi sui sentimenti e le interazioni tra i personaggi. Il risultato non altera il cuore della storia e non tradisce gli ammiratori della scrittrice, ma rende la vicenda credibile e accessibile anche per un pubblico più giovane e profano.

Il talento di Wright si rivela nell’esaltare la bellezza pittorica dei paesaggi della campagna inglese, così come i dettagli delle ambientazioni e dei costumi, armonizzando la raffinatezza visiva della pellicola con la splendida colonna sonora di Dario Marianelli. Il regista riesce poi a orchestrare un cast variegato, nel quale Keira Knightley spicca grazie a un’interpretazione viva e toccante. L’attrice riesce a strappare Elizabeth Bennet dalle pagine del libro restituendo al pubblico una giovane donna brillante e guidata dall’istinto, ben più matura della sua epoca ma inesperta di fronte all’amore.

Nel 2012 Keira Knightley torna ad essere per la terza volta la protagonista di Joe Wright, interpretando per lui un’altra eroina della letteratura ottocentesca. Anna Karenina incassa grandi cifre al botteghino, ma divide la critica: l’adattamento dal romanzo di Tolstoy parte da presupposti completamente differenti rispetto al film dell’esordio e non convince gli amanti del libro. Per ovvie ragioni di tempo la pellicola indugia sull’inizio e la fine della storia, sottolineando l’aspetto tragico e totalizzante dei sentimenti che dominano le azioni dei personaggi.

L’artificioso perbenismo dell’alta società russa viene poi letteralmente messo in scena tra le quinte e il palcoscenico di un teatro, dove si svolgono molte delle sequenze ambientate in città. I bellissimi paesaggi naturali fanno da sfondo solo all’altra storia d’amore del romanzo, quella tra Kitty e Levin, semplice e spontanea come i valori della campagna che li circonda. Sebbene stilisticamente la pellicola sia curata all’estremo, lo splendore dei costumi e le raffinate scelte della fotografia non riescono a trasmettere appieno la profonda umanità della storia.

Tutti i difetti del film non bastano comunque a oscurare la performance di Keira Knightley, da cui il regista riesce di nuovo a ottenere un risultato incredibile, esaltando la bellezza e l’espressività dell’attrice attraverso un crescendo di primi piani intensi e straordinari.

 

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