Il Giovane Favoloso: recensione film

MARTONE DIPINGE UN LEOPARDI SARCASTICO E MALINCONICO. IL GIOVANE FAVOLOSO

Il-Giovane-Favoloso-di-Mario-Martone-Elio-GermanoGENERE: storico

DATA DI USCITA: 16 ottobre

DURATA: 137’

VOTO: 3,5 su 5

Raccontandola così, dicendo semplicemente che Il giovane favoloso è la storia di un ragazzo, amante intimo della letteratura, che sogna di fuggire via dalla piccola realtà provinciale di Recanati per dare ossigeno ai suoi pensieri e alle conseguenti parole per diventare uno scrittore eppur riuscendoci poi tornare a chiedere aiuto economico alla sua benestante famiglia, sembrerebbe quasi che la storia di Giacomo Leopardi sia non dissimile da quella di un qualsiasi ragazzo di questi tempi.

A due anni da Noi Credevamo Mario Martone omaggia nuovamente la storia d’Italia attraverso il biopic di colui che forse è il più grande esponente della nostra velleità letteraria: partendo dalla sua giovinezza, soffermandosi sulla passione intima per quelle sudate carte del Conte Giacomo e sulle azioni e i retro-pensieri che l’hanno portato a scrivere i bellissimi versi che ancora oggi vibrano di suoni e grandiosità. Il cineasta napoletano disegna con la sua macchina da presa il percorso di un ragazzo in fuga e narra, al contempo, una storia di formazione che segue il Poeta attraverso i suoi viaggi, da Firenze a Napoli, a quella fuga che gli fu possibile grazie all’amico Ranieri.

Quello di Martone, interpretato da un Elio Germano straordinario nel difficile ruolo che ha saputo cucirsi addosso, è un Leopardi umano e sarcastico, vittima del suo corpo eppure capace di sfatare con forza il falso mito che lo vuole così malinconico nella scrittura proprio a causa delle fisiche imperfezioni.
Anche quel pessimismo cosmico in cui è stata banalmente ghettizzata la poetica del Leopardi è ridimensionato dalla visione del regista che spiega i processi della sua mente come alimentati semplicemente dal perpetuo dubbio proprio dei grandi pensatori alla continua ricerca della verità la cui inesistenza diventerà il cruccio di una vita.

Anacronistico, moderno e potentissimo nonostante il suo gracile aspetto, Il Giovane Favoloso di Martone è un uomo controcorrente rispetto ai suoi tempi: più legato ai sentimenti e a quell’infelicità che si palesa per le vie di una Napoli afflitta da colera e povertà, di un’Italia divisa e succube, che ai moti liberali che porteranno il Belpaese a unirsi, Leopardi sente addosso il peso di un mondo che non lo capisce e esplicita nei suoi versi gli umori più sotterranei, nascosti e veri di un’intera epoca palesandoli malgrado tutto.
Tra le perle e i ragionamenti su un letterato tanto studiato e non sempre compreso è interessante vedere come il lungometraggio di Martone osa anche spiegare il rapporto tra Giacomo e Ranieri in cui un sotto testo omoerotico che mescola l’ammirazione del Poeta per il corpo perfetto dell’amico a un sentimento che va oltre l’amicizia e abbraccia la gratitudine più pura. Il Giovane Favoloso è un’opera completa e potente, una lunga poesia d’immagini e versi non priva di peripezie registiche e di dichiarazione che nascondono docili polemiche sul nostro presente: il racconto di un uomo, di una storia di vita speciale nella speciale storia della nostra nazione.

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