Nightcrawler – Lo sciacallo: recensione film

IL RACCONTO CRUDELE DEL CRIMINE DI STRADA E DELL’IMPATTO SUI MEDIA

lo-sciacallo-posterGENERE: noir, thriller

DATA DI USCITA: 13 novembre 2014

DURATA: 119’

VOTO: 4 su 5

Lou, un piccolo ladro da quattro soldi, non riesce a trovare lavoro. Un giorno assiste per caso a un incidente stradale e ha un’illuminazione: si procura una videocamera e da quel momento passa le notti correndo sui luoghi delle emergenze, per riprendere le scene più cruente e vendere il materiale ai network televisivi. La sua scalata al successo lo rende sempre più spietato finché, pur di mettere a segno uno scoop sensazionale, arriva a interferire pericolosamente con l’arresto di due assassini.

Dan Gilroy dirige Jake Gyllenhaal in Nightcrawler – Lo sciacallo, film con cui debutta alla regia. La pellicola ci catapulta nella dimensione del crimine e dell’impatto che esso ha suoi media, e lo fa con crudeltà e sfrontatezza, presentando un personaggio complesso e asociale. Si vede fin da subito il carattere di Lou: vive di piccoli furti nella Los Angeles perennemente mostrata di notte; abita da solo e lo scandire del tempo è rappresentato da una piantina che annaffia abitualmente. Assolutamente non incline ai rapporti umani, per tutta la durata del film non si sforza minimamente di migliorare.

Lou sembra non dormire mai, per questo sceglie il lavoro notturno, e preferisce sentire ossessivamente la radio della polizia per giungere sul luogo del crimine. È la vista del sangue e della possibilità di fare soldi sporchi moralmente che lo rende più accecato dal successo. Quando inizia a portare i suoi filmati video all’emittente televisiva, Nina (Rene Russo), la responsabile delle morning news, decide di dargli fiducia e lo sprona a fare di tutto pur di raggiungere l’obbiettivo, anche scontrarsi con la concorrenza (in questo caso rappresentata dal veterano cameraman Joe, interpretato da Bill Paxton). Lou capisce ben presto che non può lavorare da solo e decide quindi di assumere un giovane assistente, Rick (Riz Ahmed), per aiutarlo nelle sue ronde notturne. Quest’ultimo rappresenta l’unica chiave di salvezza per uscire dal suo mondo senza scrupoli, per realizzare che tutto ciò che fa gli si rivolterà contro. Ma la bramosia di successo e di scoop televisivi, più della voglia di guadagnare molti soldi per i suoi servizi in esclusiva, gli impediranno di smettere.

Jake Gyllenhaal è convincente nel ruolo dello ‘sciacallo’ del film  (per entrare letteralmente nei suoi panni l’attore ha perso dieci chili  ndr) e riesce nel suo intento di farsi odiare dal pubblico perché interpreta un personaggio negativo che non impara la lezione e anzi, chiede sempre di più.

Nightcrawler – Lo sciacallo mostra come il sangue sia merce vendibile in televisione e come il giornalismo sia diventato un mestiere per persone senza scrupoli. Sia Lou che Nina ne traggono beneficio: il primo guadagna la fama, la seconda vede gli ascolti andare alle stelle, e tutto viene fatto a discapito delle vittime di crimini.
Etica giornalistica e morale umana si scontrano e vengono oltrepassati in un confine labile di cui solo lo spettatore televisivo sarà il giudice finale…

 

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Onnivoro cinematografico e televisivo, imdb come vangelo e la regia come alta aspirazione.
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