Roma Film Fest 2014 – La prochaine fois je viserai le coeur: recensione film

THRILLER TRATTO DA UNA STORIA VERA CHE NON DECOLLA MAI

cuoreGENERE: thriller

VOTO: 3 su 5

Fatti realmente avvenuti tra il 1978 e il 1979 quelli raccontati nel film La prochaine fois je viserai le coeur, che sconvolsero la provincia francese. La pazzia è il seme che si insinua nella mente, una mente apparentemente sana che adempie ai compiti giornalieri, una mente che lavora notte e giorno senza sosta. Tra ombre, volti nascosti e violenza parte la pellicola diretta da Cédric Anger che sullo schermo riporta uno dei casi più controversi del nostro secolo. Il film inizia bene, ottima la fotografia e meraviglioso l’alone di suspense e mistero che viene a crearsi intorno al protagonista e alla vicenda stessa.

Due fari si accendono nella notte, sono quelli di due motorini con a bordo due giovani donne. Sarà proprio una di queste ad essere affiancata da un uomo del quale non si vede affatto il volto. Ecco la prima vittima dell’omicida seriale, un pazzo che senza alcuna logica apparente uccide giovani ragazze. I metodi sono diversi, ma la violenza resta la stessa per ogni omicidio. L’uomo dopo aver ucciso la prima vittima, travolta dalla sua auto e colpita da tre colpi di pistola, torna nel suo squallido appartamento. Un gendarme, questo l’impiego del folle assassino che porta avanti due vite parallele indagando contro se stesso e i suoi crimini.

La prochaine fois je viserai le coeur nel primo quarto d’ora convince in pieno, non manca niente. Gli elementi essenziali e necessari per un thriller ben fatto ci sono tutti. La musica di sottofondo è ottima, le immagini perfette e l’interpretazione di Guillaume Canet talmente riuscita da incuriosire ancora di più lo spettatore.Ma la magia si rompe subito, il film prosegue con un’insopportabile scia di omicidi, non si capisce nemmeno perché vengano fatti. Il tutto avviene talmente veloce che non c’è spazio per il pensiero. La psicologia del protagonista si abbrutisce, ne esce come un pazzo senza alcuna logica. Le grandi speranze dell’inizio finiscono per essere una schizofrenica caccia all’uomo.

Il regista calca la mano anche su alcune scene di fantasia che appaiono un plus non gradito all’interno della storia. Se nella vita a tutto c’è un perché in questo film i dubbi vengono lasciati aperti. Ne emerge una visione pressapochista e poco attenta di un fatto che invece, essendo realmente accaduto, poteva essere trattato in modo molto più consono. Per quanto l’interpretazione di Guillaume Canet sia davvero ben riuscita il personaggio perde piglio ad ogni scena, diventa quasi piatto e noioso sul finale. Dunque film che poteva fare di più e invece rimane incastrato in una follia non capita e mal posta.

 

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