The Judge: recensione film

THE JUDGE, IL RACCONTO DI UNA FAMIGLIA LACERATA CON UNO STREPITOSO ROBERT DOWNEY JR

the judge locandina filmGENERE: commedia drammatica

DURATA: 142′

USCITA IN SALA: 23 Ottobre 2014

VOTO: 3,5 su 5

C’è una cosa nella vita che di sicuro non si può scegliere: la famiglia. Padre, madre e nella maggior parte dei casi i fratelli, sono quelle persone che accompagneranno la nostra esistenza volenti o nolenti. Non sempre si riesce a stabilire un buon rapporto, e soprattutto nel periodo dell’adolescenza questo può consolidarsi o al contrario deteriorasi. Dipende dalle personalità dei membri di ciascun nucleo e da quanto siamo disposti a metterci in gioco per l’altro, o dalla voglia che abbiamo di dedicare quella preziosissima cosa che è chiamata tempo. Succede ormai sempre più spesso che le famiglie non rimangano unite per problemi vari ed eventuali, e quando arriva il distacco è così complicato superarlo che spesso il perdono non si riesce a chiedere o concedere. Ma se un giorno ci svegliamo e questo bussa alla nostra porta, siamo disposti a mettere da parte anni di rancori prima che sia troppo tardi?

Hank (Rober Downey Jr) è un avvocato di Chicago privo di scrupoli il cui unico obiettivo è portare a casa la vittoria e i bei soldoni. La sua bella vita cambia dopo aver ricevuto una telefonata del fratello che gli annuncia la morte della madre. Hank è costretto così a tornare a Carlinville, la città dove è nato e che con tanta liberazione aveva lasciato. Non solo la morte della madre, l’uomo si trova a dover affrontare il difficile passato e il lacerante rapporto con il padre Joseph (Robert Duvall), stimato giudice della città, il cui ricordo era chiuso in un cassetto di cui aveva buttato la chiave. E quando pensa finalmente di potersene andare, un’accusa di omicidio nei confronti del suo vecchio lo obbliga moralmente a rimanere.

The Judge è un film vecchio stile, una commedia lancinante nella quale il regista David Dobkin ha unito la giusta ironia che un attore come Robert Downey Jr sa ben dosare e la drammaticità dovuta ad un rapporto logorato che analizza con passione e dedizione. Forti sono le scene dove Hank e il padre si confrontano su un passato mai esplorato chiusi nell’orgoglio che solo un genitore e suo figlio sanno provato l’uno verso l’altro, un insieme di rancore e parole mai dette che hanno logorato le vite di entrambi. Quando poi Joseph viene incolpato di omicidio volontario non sarà facile mettere da parte le ferme convinzioni di entrambi.

Inizia così un processo che crea interrogativi nel legame tra giustizia universale e giustizia sociale, dove sul tavolo degli imputati non c’è solo un uomo ma anche sistema giudiziario fragile e pieni di incongruenze. The Judge è un racconto di solitudine e rivalsa, di riflessioni e spiegazioni che il regista impone allo spettatore il quale deve essere in grado di adottare un pensiero critico sul quadro degli accadimenti. A supportare il carico di pathos dato dalla storia c’è anche un cast capitanato dal duo Downey Jr-Duvall che vede i due dare il meglio di sè e regalare interpretazioni carismatiche e assolutamente convincenti.

Le due ore e passa di film passano così in secondo piano, rendendo The Judge un lungometraggio che vale davvero la pena di vedere.

 

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