Alessio Liguori racconta In the Trap Movie

IL REGISTA DEL TEASER PSYCHOLOGICAL HORROR CI PARLA DEL SUO APPRODO ALL’AMERICAN FILM MARKET

Novembre 2014, siamo in partenza alla volta di Los Angeles, destinazione il consueto appuntamento annuale con l’American Film Market. Obiettivo specifico di questa edizione è affiancare un progetto di notevole qualità, l’horror creato da Daniele Cosci e Alessio Liguori dal titolo In the Trap. Abbiamo incontrato quest’ultimo che ci ha parlato dei suoi lavori e spiegato la genesi di un film di cui vedete il teaser video, più esattamente un pitch destinato alla distribuzione internazionale, una volta che verrà realizzato. Buona lettura…e ricordatevi di NON lasciar mai entrare il male.

Alessio Liguori1. In the Trap…come nasce il progetto?

L’idea alla base di In the Trap nasce circa un anno fa dall’esigenza mia e dello sceneggiatore con il quale lavoro abitualmente, di realizzare una storia avvincente, paurosa ed adatta al mercato internazionale. Cercavamo una storia che potesse essere realizzata prevalentemente in interno, così da poter lavorare in teatro vista la nostra collaborazione con Cinecittà Panalight. Decidemmo di realizzare dei promo di In the Trap con la produzione esecutiva della Prunga Film , di Andrea Orlandi, e prodotti da Alessandro Risuleo, David Jarratt e Daniele Pellegrini con l’organizzazione di Simone Marra. L’obiettivo dei teaser era quello di mostrare a futuri produttori e distributori , le potenzialità del nostro progetto per invogliarli ad un investimento nel film completo. I teaser vedono come protagonista Maximilian Dirr e sono stati girati presso i Cinecittà Studios.

2. Il tuo precedente, Report 51, è uno sci-fi, ti mantieni sul film di genere?

Si, amo i film di genere, e con Daniele (lo sceneggiatore) abbiamo sviluppato diversi soggetti che lo esplorano. Il mio precedente film , Report51, è un found footage sci fi prodotto e scritto con Giuliano Tomasacci e distribuito in otto Paesi tra cui Usa, Canada, Giappone , Olanda e Spagna. Il cinema di genere ti consente di esprimere al massimo le fantasie più profonde, di esplorare nuovi linguaggi e frontiere estetiche, a costi non necessariamente proibitivi. mo il cinema che riesce ad essere connubio tra intrattenimento, emozioni, e le esigenze di mercato. Il cinema come momento di svago e di sogno, con attenzione ai personaggi e alle storie narrate senza mai dimenticare che deve raggiungere il pubblico più vasto possibile. Intrattenimento ed industria

3. L’obiettivo di In the Trap?

In the Trap nasce come film per il grande pubblico , con l’obbiettivo ambizioso di dare il via ad un progetto di nuova produzione industriale di cinema di genere in Italia, di opere esportabili in tutto il mondo così come ci hanno insegnato gli spagnoli. Fondamentale la collaborazione con la Film Commission di Latina, nella persona del direttore Rino Piccolo, un professionista dalla grande esperienza internazionale la cui visione ci accomuna. Con Alessandro (Risuleo), Andrea (Orlandi) e David (Jarratt) stiamo lavorando sodo da un anno per dar vita a questa visione. LA nostra presenza tra pochi giorni all’American Film Market a Los Angeles, potrebbe dare un’ulteriore spinta a questo sogno.

4. Come ti rapporti col cinema italiano indipendente?

Abbiamo conosciuti molti registi e sceneggiatori italiani di talento. Purtroppo il cinema italiano è chiuso su stesso, in una stanza occupata dai soliti noti. C’è purtroppo una eccessiva dipendenza dalla politica e dai finanziamenti statali e a parte qualche eccezione, non c’è attenzione al mercato internazionale e non si premiano le nuove idee. Basti pensare che al AFM e negli altri mercati internazionali la presenza italiana è risicatissima. I giovani sono costretti a combattere in questo sistema o ad emigrare.

5. Il mercato americano come possibile via continua nella co-produzione con l’Italia?

Il nostro sogno di dare vita ad un nuovo polo industriale cinematografico, nasce anche dalla volontà, una volta poste basi solide, di fare un continuativo lavoro di talent scouting sul territorio italiano. Se tutto va bene abbiamo una pianificazione di nostre produzioni cinematografiche da qui ai prossimi anni sulla base di nostri progetti. Ma il nostro sogno sarebbe quello di poter produrre nuovi registi e sceneggiatori con prodotti esportabili all’estero.

6. Idee future?

Abbiamo molte idee. Dopo In the Trap ci sono già due sceneggiature pronte da valutare. Uno Sci Fi molto ambizioso che si sviluppa in una trilogia e contrapposto uno sci fi con una trama più intimista. Per ora però restiamo molto concentrati su questo progetto.

 

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