I Vichinghi: recensione film

I VICHINGHI, CON LE LORO BATTAGLIE CORPO A CORPO, INTRATTENGONO IL PUBBLICO SENZA PRESUNZIONE DI ECCELLENZA CINEMATOGRAFICA

I Vichinghi locandina GENERE: avventura

DURATA: 98 minuti

USCITA IN SALA: 27 novembre 2014

VOTO: 2,5 su 5

I Vichinghi, le leggende sulla loro indole tenace, guerriera e senza scrupoli, ritorna sul grande schermo con la regia di Claudio Fäh, che ne racconta anche il senso di fratellanza e il legame profondo e incondizionato col capo.

IX secolo. Un gruppo di Vichinghi capeggiato da Asbjörn (Tom Hopper) salpa per la Gran Bretagna perché bandito dalla propria terra, ma a causa di una tempesta approda sulle coste scozzesi. Qui, malevolmente accolti da un gruppo di soldati, i Vichinghi riescono a difendersi e a prendere in ostaggio Lady Inghean (Charlie Murphy), figlia del re, che mette sulle loro tracce l’Armata dei Lupi, mercenari spietati e disposti a tutti per arrivare al potere. Grazie all’incontro con un monaco cristiano (Ryan Kwanten) riusciranno a trovare una via di fuga.

Trama lineare, senza troppi ghirigori e anche abbastanza prevedibile, al punto che neanche servirebbero i dialoghi, perché effettivamente niente aggiungono di essenziale e vitale per capirne le vicende, che sono abbastanza scontate, dalle alleanze al fraterno gioco di squadra, dalle battaglie fra combattenti “immortali” che ritornano in scena nonostante cadute in profondissimi burroni o coltelli piantati in giugulari e carotidi lacerate, fino all’immancabile attrazione tra i due protagonisti.

Fäh lo sa, e per questo gioca tutto sulle immagini, proponendo movimentatissimi montaggi di battaglie corpo a corpo e numerose inquadrature dall’alto di luoghi meravigliosi che accolgono il cammino degli eroi in fuga attraverso una Scozia che per le riprese è stata “interpretata” dal Sud Africa. Lo schema è sempre lo stesso, battaglia-fuga ripresa dall’alto, e segue un moto ripetitivo: I Vichinghi non sarà un capolavoro, ma perlomeno unisce azione e avventura in un film godibile che intrattiene senza presunzioni.

 

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