Blockbuster Memories: Una poltrona per due

Una poltrona per due recensioneUNA POLTRONA PER DUE: UN DUO COMICO D’ ECCEZIONE PER UN GRANDE CLASSICO NATALIZIO

Una poltrona per due è una commedia del 1983 diretta da John Landis e successivamente affermatasi come vero Cult di Natale. Ciò nonostante  per molti spettatori lo spietato abuso della televisione italiana nel riproporlo a cadenza regolare dal 1984 ad oggi, ha portato ad un alto livello di saturazione. Le pubblicità e le ripetitive presentazioni, sempre identiche fra loro, hanno macchiato questa brillante storia rendendola ai più insopportabile.

 

Filadelfia. I fratelli Randolph Duke (Ralph Bellamy) e Mortimer Duke (Don Ameche) sono due celebri capitani d’industria, veri e propri signori del denaro che, annoiati dalla solita routine giornaliera, fanno una scommessa mettendo come vincita un solo dollaro. Decidono così di scambiare il ruolo di Louis Winthorpe III (Dan Aykroyd), un promettente broker che lavora per la loro società, con quello di Billy Ray Valentine (Eddie Murphy), povero accattone di strada. Nello stupore generale l’ormai ex-clochard riesce a dimostrare un’innata attidudine per gli affari, cosa che invece non riesce all’ex-manager, la cui sapienza commerciale serve a ben poco in mezzo alla strada. La svolta per Louis arriverà quando il suo destino si incrocerà con quello di Ophelia (Jamie Lee Curtis), giovane prostituta precedentemente assoldata dai Duke per diffamarlo. Insieme all’aiuto del suo ormai ex-maggiordomo Coleman (Denholm Elliot), della ragazza e del suo arcinemico Valentine, Louis proggetterà un piano geniale per distruggere economicamente i due Magnati.

 

La produzione agli inizi aveva optato per la coppia già lanciata WilderPryor ma, a causa del forfait dato da quest’ultimo, venne scelta definitivamente la nuova coppia Aykroyd-Murphy. Questa decisione, nel corso del tempo, si è rivelata vincente anche se a pagarne le conseguenze sembra essere stato proprio lo stesso Murphy che, malgrado le varie pellicole interpretate nei successivi anni, non è mai riuscito a scrollarsi di dosso la contagiosa risata partorita dal personaggio di Valentine.

Una trama piena, ricca di momenti comici assoluti inserita perfettamente all’interno di un contesto sociale come quello degli anni ’80. Il regista, conscio del fatto che il tema della miseria e nobiltà sia stato trattato in tutte le salse possibili, riesce a dare lucentezza ad una storia apparentemente scontata e volutamente buonista.

Questa mistura ha portato tale Opera a raccontare un tema sempre verde. Sono passati   31 anni e possono essere cambiate le parti, ma argomenti come la discriminazione sociale e razziale restano purtroppo attuali.

Se dunque il cinema rappresenta la settima arte, come per un quadro, anche questo film andrebbe visto e rivisto per coglierne le diverse sfaccettature. Quindi a tutti gli amanti di questa splendida forma espressiva non resta che aspettare il 24 Dicembre, digerire le stucchevoli pubblicità e godersi Una poltrona per due, magari in poltrona.

 

 

 

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