Women’s Film: Va’ dove ti porta il cuore, Virna


VIRNA LISI E CRISTINA COMENCINI: IL SODALIZIO DAL NUMERO PERFETTO

photo-Va-ou-ton-coeur-te-porte-Va-dove-ti-porta-il-cuore-1996-6-2“Virna aveva un grande talento, di quelli naturali, spontanei. La sua era proprio normalità, altro che diva. Le piaceva stare sul set, vivere il cinema mentre si fa. Io la cercavo come attrice perché mi piaceva come donna. Tra me e lei, al di là dell’amicizia, c’era una grande sintonia. Recitava in modo non cerebrale ma d’istinto, alla Mastroianni, che Virna infatti adorava. L’ho vista poco fa, ancora bellissima, che grande spreco la sua scomparsa”.

É con queste parole colme di emozione che la regista Cristina Comencini, in un’intervista telefonica concessa a Repubblica TV, ha ricordato Virna Lisi, la ‘signora’ del cinema italiano, scomparsa improvvisamente il 18 dicembre all’età di 78 anni.

Sono tre i film in cui la Comencini ha diretto la Lisi: Va’ dove ti porta il cuore (1996), Il più bel giorno della mia vita (2002) e Latin Lover, una commedia corale con un cast internazionale quasi tutto al femminile, che uscirà postuma solamente il 19 marzo 2015; l’ultima interpretazione dell’attrice originaria di Ancona, la cui carriera artistica ha attraversato più di mezzo secolo.

Approdata al cinema giovanissima, recita in numerose commedie all’italiana fin dai primi anni ’50. Nella seconda metà degli anni ’60 viene chiamata a Hollywood, dove non si sofferma a lungo, nonostante lo sfolgorante futuro che le si prospettava davanti in campo cinematografico: rifiuta infatti di diventare il nuovo sex symbol americano, un ruolo che non la valorizzava né rispecchiava. Da Los Angeles rientra dunque in Italia, dove compare in diverse pellicole d’autore, alternando ruoli brillanti e drammatici e lavorando in Francia, Germania, Gran Bretagna e per alcune produzioni americane in Europa. Fino agli anni ‘2000 non si è fatta mancare il teatro ma soprattutto la televisione, che non ha mai trascurato e dove è stata attivissima fino all’ultimo.

Virna Lisi è stata senz’altro l’attrice trasversale per antonomasia, dotata di grande umanità e bontà d’animo, una donna “tutta d’un pezzo”, colma di passione e sensualità e che non ha mai fatto un uso inadeguato della propria bellezza. Ha saputo piuttosto “sfruttare” tale virtù per farsi apprezzare ancor di più come simbolo di italianità, nel suo essere l’anti-diva per eccellenza e un punto di riferimento per il pubblico italiano e non solo.

Cristina Comencini, che è anche sceneggiatrice e autrice di romanzi, si ricorda di Virna Lisi fin da quando era bambina. Però, è solo in occasione di Buon Natale…buon anno (1989), scritto a quattro mani con il padre, il regista Luigi Comencini, che le due donne hanno avuto modo di inaugurare la loro amicizia. Tra l’altro la Lisi, che nella rosea dei riconoscimenti vinti per le sue interpretazioni vanta un Prix d’interprétation féminine a Cannes e due David di Donatello, ha ottenuto proprio con la commedia di Comencini padre uno dei suoi Nastri d’Argento.

La magistrale interpretazione di Virna Lisi in Va’ dove ti porta il cuore, tratto dal best-seller omonimo di Susanna Tamaro, che ha venduto milioni di copie in tutto il mondo, rimane un raro esempio di recitazione impeccabile, seppur in una pellicola non totalmente riuscita che soprattutto grazie a lei, non finirà mai nel dimenticatoio.

Questa trasposizione cinematografica è basata su una non facile sintesi del libro scritto in forma epistolare, di cui riprende in massima parte la trama e l’intreccio: Olga è un’anziana signora che vive in una grande casa di Trieste e che, tramite un diario, confida alla nipote ormai lontana le vicende più intime della loro famiglia, facendo emergere un segreto che mai era riuscita a confessarle. L’utilizzo continuo di flashback e anticipazioni consente allo spettatore di assistere agli avvenimenti che conivolgono quattro generazioni. Per esigenze di copione, Virna Lisi è volutamente invecchiata in molte sequenze, nel ruolo di madre e nonna che si trascina il rimorso di un rapporto mancato sia con la figlia Ilaria (Galatea Ranzi) che con la nipote Marta (Valentina Chico): tre donne condizionate l’una dall’altra, unite da un’inquietudine di fondo.

Quando ho letto il libro – racconta la Lisi – mi sono così innamorata del personaggio di Olga che mi sono detta: se da questo libro verrà tratto un film…fortunata l’attrice che lo farà!”. La sua elegante presenza in scena non è mai ingombrante o eccessiva, ma intensa, che il pubblico adora e ricerca. Un modello di rara bravura per gli attori che le ruotano intorno, che in questo film sono anche Margherita Buy (poco più che trent’enne, nel ruolo di Olga giovane) e Massimo Ghini (il marito Augusto). Va’ dove ti porta il cuore poggia interamente sulle spalle della Lisi, che è stata premiata come miglior attrice con un Nastro d’Argento e un Globo d’Oro, ottenendo anche una candidatura ai David di Donatello.

Con la sua interpretazione, come per magia, migliora addirittura la percezione del romanzo stesso della Tamaro, per chi vi si approccia dopo aver visto il film. Quest’ultimo risente del fatto di non essere stato capito del tutto, accusato di superficialità e poca profondità da una parte della critica cinematografica e tanto più considerato troppo letterario.

Dell’importanza dei sentimenti, degli affetti familiari e dell’amore tratta anche il film Il più bel giorno della mia vita, un ritratto di famiglia garbatamente ironico nel quale Cristina Comencini ha nuovamente voluto Virna Lisi tra le protagoniste. Questa volta veste i panni di Irene, anche lei una matriarca borghese, romana e avanti con l’età, molto legata alla villa in cui vive alle porte di Roma, nel rimpianto di non essere riuscita a trasmettere i valori della famiglia ai suoi tre figli (interpretati da Luigi Lo Cascio, Margherita Buy e Sandra Ceccarelli).

E’ curioso accorgersi, se vogliamo, come la Olga di Va’ dove ti porta il cuore abbia lasciato come per continuità il testimone al personaggio di Irene: queste due figure femminili hanno tantissimo in comune, anche se la seconda non appare in schermo così tanto come la prima. Ciò nonostante, la forza della performance recitativa di Virna Lisi si fa sentire anche quando l’attrice non è presente fisicamente in scena, testimone ignara e silenziosa delle vite dei figli e dei nipoti tanto amati. Tra incomprensioni e chiarimenti, è un personaggio che vuole tutelare con tutta sé stessa la dimensione familiare che la stessa attrice, nella vita reale, aveva tanto protetto e preservato, anche a discapito di quella che avrebbe potuto essere un’ancor più folgorante carriera nel mondo del cinema internazionale. Non a caso per Il più bel giorno della mia vita Virna Lisi si aggiudica il suo sesto Nastro d’Argento, assegnatogli dal Sindacato Nazionale Giornalisti Critici Cinematografici Italiani.

Non morirà il suo sguardo, così penetrante e impresso nelle menti di almeno tre generazioni. Non morirà la sua voce ruvida, profonda, sicura e che forse per merito della televisione più che del cinema è entrata nelle case di tutti; quella stessa voce fuori campo di nonna Olga che ha dolcemente accompagnato il finale di Va’ dove ti porta il cuore, lasciando all’amata nipote un insegnamento di vita universale che rileggere male non fa: “E quando poi davanti a te si apriranno tante strade e non saprai quale prendere, non imboccarne una a caso, ma siediti e aspetta. Respira con la profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno in cui sei venuta al mondo, senza farti distrarre da nulla, aspetta e aspetta ancora. Stai ferma, in silenzio, e ascolta il tuo cuore. Quando poi ti parla, alzati e và dove lui ti porta“.

Buon viaggio… Virna.

https://www.youtube.com/watch?v=095bWlYaQSI

VIRNA LISI E CRISTINA COMENCINI: IL SODALIZIO DAL NUMERO PERFETTO

photo-Va-ou-ton-coeur-te-porte-Va-dove-ti-porta-il-cuore-1996-6-2“Virna aveva un grande talento, di quelli naturali, spontanei. La sua era proprio normalità, altro che diva. Le piaceva stare sul set, vivere il cinema mentre si fa. Io la cercavo come attrice perché mi piaceva come donna. Tra me e lei, al di là dell’amicizia, c’era una grande sintonia. Recitava in modo non cerebrale ma d’istinto, alla Mastroianni, che Virna infatti adorava. L’ho vista poco fa, ancora bellissima, che grande spreco la sua scomparsa”.

É con queste parole colme di emozione che la regista Cristina Comencini, in un’intervista telefonica concessa a Repubblica TV, ha ricordato Virna Lisi, la ‘signora’ del cinema italiano, scomparsa improvvisamente il 18 dicembre all’età di 78 anni.

Sono tre i film in cui la Comencini ha diretto la Lisi: Va’ dove ti porta il cuore (1996), Il più bel giorno della mia vita (2002) e Latin Lover, una commedia corale con un cast internazionale quasi tutto al femminile, che uscirà postuma solamente il 19 marzo 2015; l’ultima interpretazione dell’attrice originaria di Ancona, la cui carriera artistica ha attraversato più di mezzo secolo.

Approdata al cinema giovanissima, recita in numerose commedie all’italiana fin dai primi anni ’50. Nella seconda metà degli anni ’60 viene chiamata a Hollywood, dove non si sofferma a lungo, nonostante lo sfolgorante futuro che le si prospettava davanti in campo cinematografico: rifiuta infatti di diventare il nuovo sex symbol americano, un ruolo che non la valorizzava né rispecchiava. Da Los Angeles rientra dunque in Italia, dove compare in diverse pellicole d’autore, alternando ruoli brillanti e drammatici e lavorando in Francia, Germania, Gran Bretagna e per alcune produzioni americane in Europa. Fino agli anni ‘2000 non si è fatta mancare il teatro ma soprattutto la televisione, che non ha mai trascurato e dove è stata attivissima fino all’ultimo.

Virna Lisi è stata senz’altro l’attrice trasversale per antonomasia, dotata di grande umanità e bontà d’animo, una donna “tutta d’un pezzo”, colma di passione e sensualità e che non ha mai fatto un uso inadeguato della propria bellezza. Ha saputo piuttosto “sfruttare” tale virtù per farsi apprezzare ancor di più come simbolo di italianità, nel suo essere l’anti-diva per eccellenza e un punto di riferimento per il pubblico italiano e non solo.

Cristina Comencini, che è anche sceneggiatrice e autrice di romanzi, si ricorda di Virna Lisi fin da quando era bambina. Però, è solo in occasione di Buon Natale…buon anno (1989), scritto a quattro mani con il padre, il regista Luigi Comencini, che le due donne hanno avuto modo di inaugurare la loro amicizia. Tra l’altro la Lisi, che nella rosea dei riconoscimenti vinti per le sue interpretazioni vanta un Prix d’interprétation féminine a Cannes e due David di Donatello, ha ottenuto proprio con la commedia di Comencini padre uno dei suoi Nastri d’Argento.

La magistrale interpretazione di Virna Lisi in Va’ dove ti porta il cuore, tratto dal best-seller omonimo di Susanna Tamaro, che ha venduto milioni di copie in tutto il mondo, rimane un raro esempio di recitazione impeccabile, seppur in una pellicola non totalmente riuscita che soprattutto grazie a lei, non finirà mai nel dimenticatoio.

Questa trasposizione cinematografica è basata su una non facile sintesi del libro scritto in forma epistolare, di cui riprende in massima parte la trama e l’intreccio: Olga è un’anziana signora che vive in una grande casa di Trieste e che, tramite un diario, confida alla nipote ormai lontana le vicende più intime della loro famiglia, facendo emergere un segreto che mai era riuscita a confessarle. L’utilizzo continuo di flashback e anticipazioni consente allo spettatore di assistere agli avvenimenti che conivolgono quattro generazioni. Per esigenze di copione, Virna Lisi è volutamente invecchiata in molte sequenze, nel ruolo di madre e nonna che si trascina il rimorso di un rapporto mancato sia con la figlia Ilaria (Galatea Ranzi) che con la nipote Marta (Valentina Chico): tre donne condizionate l’una dall’altra, unite da un’inquietudine di fondo.

Quando ho letto il libro – racconta la Lisi – mi sono così innamorata del personaggio di Olga che mi sono detta: se da questo libro verrà tratto un film…fortunata l’attrice che lo farà!”. La sua elegante presenza in scena non è mai ingombrante o eccessiva, ma intensa, che il pubblico adora e ricerca. Un modello di rara bravura per gli attori che le ruotano intorno, che in questo film sono anche Margherita Buy (poco più che trent’enne, nel ruolo di Olga giovane) e Massimo Ghini (il marito Augusto). Va’ dove ti porta il cuore poggia interamente sulle spalle della Lisi, che è stata premiata come miglior attrice con un Nastro d’Argento e un Globo d’Oro, ottenendo anche una candidatura ai David di Donatello.

Con la sua interpretazione, come per magia, migliora addirittura la percezione del romanzo stesso della Tamaro, per chi vi si approccia dopo aver visto il film. Quest’ultimo risente del fatto di non essere stato capito del tutto, accusato di superficialità e poca profondità da una parte della critica cinematografica e tanto più considerato troppo letterario.

Dell’importanza dei sentimenti, degli affetti familiari e dell’amore tratta anche il film Il più bel giorno della mia vita, un ritratto di famiglia garbatamente ironico nel quale Cristina Comencini ha nuovamente voluto Virna Lisi tra le protagoniste. Questa volta veste i panni di Irene, anche lei una matriarca borghese, romana e avanti con l’età, molto legata alla villa in cui vive alle porte di Roma, nel rimpianto di non essere riuscita a trasmettere i valori della famiglia ai suoi tre figli (interpretati da Luigi Lo Cascio, Margherita Buy e Sandra Ceccarelli).

E’ curioso accorgersi, se vogliamo, come la Olga di Va’ dove ti porta il cuore abbia lasciato come per continuità il testimone al personaggio di Irene: queste due figure femminili hanno tantissimo in comune, anche se la seconda non appare in schermo così tanto come la prima. Ciò nonostante, la forza della performance recitativa di Virna Lisi si fa sentire anche quando l’attrice non è presente fisicamente in scena, testimone ignara e silenziosa delle vite dei figli e dei nipoti tanto amati. Tra incomprensioni e chiarimenti, è un personaggio che vuole tutelare con tutta sé stessa la dimensione familiare che la stessa attrice, nella vita reale, aveva tanto protetto e preservato, anche a discapito di quella che avrebbe potuto essere un’ancor più folgorante carriera nel mondo del cinema internazionale. Non a caso per Il più bel giorno della mia vita Virna Lisi si aggiudica il suo sesto Nastro d’Argento, assegnatogli dal Sindacato Nazionale Giornalisti Critici Cinematografici Italiani.

Non morirà il suo sguardo, così penetrante e impresso nelle menti di almeno tre generazioni. Non morirà la sua voce ruvida, profonda, sicura e che forse per merito della televisione più che del cinema è entrata nelle case di tutti; quella stessa voce fuori campo di nonna Olga che ha dolcemente accompagnato il finale di Va’ dove ti porta il cuore, lasciando all’amata nipote un insegnamento di vita universale che rileggere male non fa: “E quando poi davanti a te si apriranno tante strade e non saprai quale prendere, non imboccarne una a caso, ma siediti e aspetta. Respira con la profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno in cui sei venuta al mondo, senza farti distrarre da nulla, aspetta e aspetta ancora. Stai ferma, in silenzio, e ascolta il tuo cuore. Quando poi ti parla, alzati e và dove lui ti porta“.

Buon viaggio… Virna.

https://www.youtube.com/watch?v=095bWlYaQSI

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