The Interview: la Sony vince la sfida

IL FILM CON SETH ROGEN E JAMES FRANCO INCASSA 1 MILIONE A NATALE

CAET109-1018_2013_142309_highNew York – Partiamo subito con la notizia più recente e di “colore” in merito all’ormai celebre attacco informatico subito dalla Sony.
Un attivista della Sud Corea ha infatti dichiarato alcuni giorni fa che farà partire un pallone aerostatico con un carico di dvd del film The Interview da “sganciare” sulla Corea del Nord.

La singolare missione inizierà a fine gennaio e pare avrà il supporto di una organizzazione no-profit americana: la humanrightsfoundation. Oltre 100 mila tra dvd e chiavette Usb saranno dunque masterizzati con sottotitoli in Nord Coreano in un tentativo di minare la leadership del dittatore Kim Jong-Un attraverso la rappresentazione dissacrante dello stesso proposta nel film in questione prodotto dalla Sony Pictures.

Cinema come strumento diplomatico dunque e Sony che brinda per il momento all’enorme successo di pubblico accorso in sala durante le feste di Natale per vedere il tanto chiaccherato film con James Franco e Seth Rogen, veri vincitori di questa vicenda a causa dell’enorme tram tram mediatico creato intorno al film.

Un passo indietro dunque perché le ultime notizie provenienti dagli Stati Uniti parlavano di cancellazione dell’uscita in sala poco prima delle feste di Natale in seguito ad attacchi informatici subiti dalla major americana che avevano bloccato gli account di milioni di utenti della celebre consolle Playstation.

E dopo alcune minacce subite dalle principali case di distribuzione da parte di hacker contrari alla proiezione della commedia che racconta in chiave satirica l’uccisione di Kim Jong Un per mano di due giornalisti assoldati dalla Cia, la proiezione di The Interview sembrava ormai rimandata a data da destinarsi.

Il presidente Barack Obama in persona aveva nelle scorse settimane pubblicamente criticato la scelta della società americana di bloccare l’uscita in sala del film anche se voci vicine alla Casa Bianca, riportate dall’autorevole New York Times, avevano di fatto confermato la responsabilità di Pyongyang dietro i famigerati attacchi informatici.

Il risultato finale di questo enorme polverone, cavalcato dai media e dalla Sony Pictures in primis, è stato quello di aumentare enormemente l’interesse intorno ad una pellicola dallo stile comico demenziale molto noto ai fan del duo di attori protagonisti.
E i numeri hanno avuto conferma sotto forma di dollari visto che il film, uscito alla fine in 300 sale del circuito indipendente, ha incassato un milione di dollari nel solo giorno di Natale. Differentemente da quanto avviene nel nostro paese infatti, il pubblico a stelle e strisce si riversa in massa al cinema proprio il 25 dicembre e non il 26, festività di Santo Stefano qui non celebrata

Ancora più importante e di impatto rispetto al mercato della distribuzione cinematografica è stata poi la decisione della Sony di rendere disponibile The Interview, ovviamente a pagamento, sul canale Youtube. E soltanto nelle prossime settimane avremo i dati ufficiali di questa piccola rivoluzione digitale che permetterà di vedere il film pagando comodamente dal divano di casa 5,99 dollari.

“Considerando le incredibili circostanze di sfida, siamo estremamente grati alle persone che in tutto il paese hanno deciso di prendere parte all’esperienza di The interview nel primo giorno della sua uscita”, ha dichiarato Rory Bruer, presidente della distribuzione di Sony. Parole che hanno immediatamente alimentato le teorie di un complotto dietro la parziale retromarcia sull’uscita in sala così da poter sfruttare l’effetto curiosità.

Poco conta infatti che solo pochi giorni fa il Presidente Obama, durante le sue vacanze alle Hawaii, abbia firmato il via libera a sanzioni contro la Corea del Nord in merito agli attacchi informatici contro Sony Pictures, attribuiti dalla Fbi a Pyongyang.
Alla fine ha vinto il cinema e soprattuto la forza della commedia che, seppur dissacrante, propone in The Interview una interpretazione certamente filo-americana rispetto all’enorme punto interrogativo rappresentato dal governo di Kim Jong-Un e le sue politiche energetiche incentrate sull’arricchimento dell’uranio.

Nel film si racconta infatti la decisione del terribile dittatore di invitare nel suo paese per un’ intervista esclusiva un giornalista da Tv spazzatura, di cui, da grande fan, non perde neanche una puntata. Pubblicizzato su tutti i network il viaggio in Nord Corea del conduttore (James Franco) e del suo Producer (Seth Roger), la CIA decide di sfruttare l’occasione di avere a contatto per la prima volta due cittadini americani con una delle figure più temute dall’America e di organizzare un piano per ucciderlo.

Non tutti sono a conoscenza che proprio come si racconta nel film sono in pochissimi ad aver avuto occasione di incontrare Kim Jong-Un di persona e ci sono molte storie a riguardo del fatto che tutti coloro che sono stati in visita ufficiale in Corea del Nord abbiamo ricevuto un trattamento particolareggiato al fine di fornire un’immagine il più “democratica” e positiva possibile del paese.

In calce riproponiamo allora un episodio di una serie di documentari realizzati dalla rivista Vice, andato in onda sulla HBO, in cui si racconta della missione “sportiva” che ha portato in Corea tre membri dei celebri Harlem Globe Trotters, insieme con un redattore della rivista, per una partita di esibizione di fronte a Kim Jong-Un, grande amante di pallacanestro, ed uno dei suoi più cari amici e consiglieri del momento: Dennis Rodman. Ex stella dei Chicago Bulls di Michael Jordan ed ora ambasciatore dello sport più americano che ci sia a nord del 38° parallelo.

Sembrerebbe proprio una perfetta sceneggiatura per un film…

 

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Onnivoro cinematografico e televisivo, imdb come vangelo e la regia come alta aspirazione.
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