Film in lingua originale: è il momento di cambiare

NIENTE È PIÙ DISTANTE DALL’ORIGINALE DI UN FILM DOPPIATO

Interstellar Matthew McConaughey Cooper Jacket-450x568New York – Il bello di ogni rassegna cinematografica, ciò che trascende il fascino in sé della manifestazione internazionale ricca di celebrità ed eventi collaterali, risiede a mio parere, nella possibilità più unica che rara, di poter assistere alla proiezione dei film in lingua originale. Un piacere che amo riscoprire ogni qual volta ho la possibilità e la fortuna di poter partecipare come inviato ai Festival cinematografici. Una necessità lavorativa che è diventata ormai una piacevole abitudine dopo i primi tre mesi in terra americana.

In Italia sono delle oasi nel deserto le sale che mettono a disposizione la proiezione di un film nella lingua in cui è stato girato. Con sottotitoli in italiano, si intende! E se in una città grande e importante come Roma il solo cinema Nuovo Olimpia è la salvezza dei simpatizzanti della original language come me è evidente che la situazione nel resto d’Italia sia largamente drammatica

Il grande pregiudizio che ho avuto modo di riscontrare quando vivevo ancora in Italia nei confronti di questo tipo di proiezioni risiede a mio avviso in due motivi fondamentali.

In primis nel timore insito in chiunque sia abituato alle voci in italiano, di non riuscire a seguire le fila della trama di un film sottotitolato perché troppo distratti nel leggere le traduzioni proiettate in basso allo schermo. Fatto assolutamente non vero. Perché se nei primi dieci minuti di proiezione l’operazione potrà risultare un po’ difficoltosa, dopo questo breve periodo di adattamento il tutto riuscirà senz’altro molto più semplice.

L’altra motivazione per provare a spiegare questa avversione nei confronti dei film in lingua originale affonda invece le sue radici nella grande tradizione italiana in tema di doppiaggio. “I doppiatori più bravi al mondo sono quelli di lingua italiana”. Quante volte abbiamo sentito pronunciare questa frase? Senza nulla togliere all’indiscusso talento di grandi doppiatori del passato e del presente, che con le loro voci hanno segnato la storia cinematografica di ognuno di noi, anche il doppiaggio meglio eseguito non potrà mai ricalcare in pieno quella tensione emotiva che un bravo attore è in grado di trasmettere con la sua recitazione.

Mai dimenticherò una scena a forte tensione drammatica del film 21 Grams di Inarritu in cui Naomi Watts scatenava tutto il suo dolore e la sua disperazione per la morte del marito. Seduto su quella sedia del Palalido di Venezia avevo i brividi perché l’immedesimazione con il personaggio era automatica e autentica. E quel pianto disperato e quelle grida di dolore che si mescolavano alle parole erano capaci di farmi vivere nel suo dramma. Per curiosità appena ne ebbi l’occasione mi riguardai con calma quella scena in italiano. Una sequenza altrettanto toccante, ma che non aveva la medesima capacità di andare a colpire le corde della mia emotività.

Lo stesso effetto effetto si è ripetuto soltanto pochi giorni fa quando in occasione di una proiezione speciale in 70mm su schermo IMAX mi sono goduto nuovamente la visione di quel piccolo capolavoro di fantascienza che risponde al nome di InterstellarAncora visibilmente scosso per la decisione della casa di distribuzione italiana di regalare alla stampa una proiezione in versione doppiata, il mio sdegno e  la mia voglia di non guardare mai più un film doppiato dalle nostre “voci familiari” è stato definitivamente sancito all’uscita dall’enorme sala del cinema di fronte al complesso del Lincoln Center.

Al netto del temutissimo accento texano di Matthew Mcconaughey, già ampiamente preso di mira dalla satira americana e dai suoi stessi colleghi per la tonalità molto bassa,  la sensazione era quella di aver assistito ad un altro film rispetto a quello visto in Italia ed il rammarico era ancora più grande perché ogni seconda visione non potrà mai avere quella sensazione di novità e “verginità” di una prima volta.

Come molte altre realtà che condannano il nostro paese siamo forse troppo pigri e ancorati alle nostre tradizioni per affrontare una rivoluzione culturale che verrebbe mal digerita da molti. Ma che porterebbe per esempio dei vantaggi collaterali non indifferenti. In quanti per esempio potrebbero migliorare  il loro livello di inglese, lingua delle principali produzioni cinematografiche, soltanto grazie alla visione di un film? A mio giudizio questo esperimento andrebbe in realtà allargato anche alla tv generalista con la garanzia di poter quantomeno decidere l’input della lingua in cui voler gustare il proprio film in prima serata. Utopia? Forse. Qui in America sembra sempre tutto possibile e magari anche per noi le cose cambieranno lentamente….

 

 

 

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Onnivoro cinematografico e televisivo, imdb come vangelo e la regia come alta aspirazione.
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