Vergine Giurata: recensione film


VERGINE GIURATA IL RACCONTO DI UNA DONNA CHE SCEGLIE LA LIBERTÀ

verginegiurataGENERE: drammatico

DURATA: 90 minuti

USCITA: 19 marzo

VOTO: 3,5 su 5

Vergine giurata, una donna che ha rinunciato all’amore e al piacere di essere toccata. Una donna che per la propria libertà sceglie di vestire i panni da uomo, promettendo di essere lei sola amante di se stessa. Tale pratica vige ancora nelle zone più arretrate dell’Albania, soprattutto al nord. Diventando una vergine giurata, secondo tale arcaica cultura, alla donna vengono riconosciuti i diritti posseduti solo dagli uomini in una società a tutt’oggi maschilista e retrograda.

Il film, liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Elvira Dones, racconta la storia di Hana, una bambina che cresce sulle montagne albanesi. Nella società maschilista in cui vive, dove le donne non hanno alcun diritto, Hana decide di diventare una vergine giurata. Appellandosi così alla legge della sua terra, il Kanun, si fa uomo e prende il nome di Marc. Quella che doveva essere la strada della libertà si trasforma in una prigione. Inizia così il viaggio tanto rimandato e alla ricerca di se stessa.

Vergine giurata, opera d’esordio della regista Laura Bispuri, è silenziosa e sottile. Una sorta di viaggio interiore che si muove tra le montagne dell’Albania e Bolzano. Una poesia a bassa voce dove tutto però sembra un grido nel vuoto. La sessualità, l’amore e la famiglia stessa ruotano intorno al concetto di libertà, quella libertà tanto ricercata e poi trovata a due passi.

Trattando il film di problematiche realmente presenti nella società in alcuni parti forse era necessario scavare più nel profondo, ma la regista decide di restare sul filo, su di una superficie scivolosa come il bordo di una piscina. La pellicola è delicata pur essendo carica di una vena drammatica e dura. Calzante l’interpretazione di Alba Rohrwacher soprattutto per la sua fisicità che rende benissimo il passaggio uomo donna e per quell’eleganza che regala ad ogni suo personaggio.

Vergine giurata urla abbastanza da lasciare un segno da cui trapela il significato intrinseco del film. L’opera della regista Laura Bispuri convince e lo fa con un filo di voce senza alzare mai il tono.

https://youtu.be/XZoa9AMaFrE

VERGINE GIURATA IL RACCONTO DI UNA DONNA CHE SCEGLIE LA LIBERTÀ

verginegiurataGENERE: drammatico

DURATA: 90 minuti

USCITA: 19 marzo

VOTO: 3 su 5

Vergine giurata, una donna che ha rinunciato all’amore e al piacere di essere toccata. Una donna che per la propria libertà sceglie di vestire i panni da uomo, promettendo di essere lei sola amante di se stessa. Tale pratica vige ancora nelle zone più arretrate dell’Albania, soprattutto al nord. Diventando una vergine giurata, secondo tale arcaica cultura, alla donna vengono riconosciuti i diritti posseduti solo dagli uomini in una società a tutt’oggi maschilista e retrograda.

Il film, liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Elvira Dones, racconta la storia di Hana, una bambina che cresce sulle montagne albanesi. Nella società maschilista in cui vive, dove le donne non hanno alcun diritto, Hana decide di diventare una vergine giurata. Appellandosi così alla legge della sua terra, il Kanun, si fa uomo e prende il nome di Marc. Quella che doveva essere la strada della libertà si trasforma in una prigione. Inizia così il viaggio tanto rimandato e alla ricerca di se stessa.

Vergine giurata, opera d’esordio della regista Laura Bispuri, è silenziosa e sottile. Una sorta di viaggio interiore che si muove tra le montagne dell’Albania e Bolzano. Una poesia a bassa voce dove tutto però sembra un grido nel vuoto. La sessualità, l’amore e la famiglia stessa ruotano intorno al concetto di libertà, quella libertà tanto ricercata e poi trovata a due passi.

Trattando il film di problematiche realmente presenti nella società in alcuni parti forse era necessario scavare più nel profondo, ma la regista decide di restare sul filo, su di una superficie scivolosa come il bordo di una piscina. La pellicola è delicata pur essendo carica di una vena drammatica e dura. Calzante l’interpretazione di Alba Rohrwacher soprattutto per la sua fisicità che rende benissimo il passaggio uomo donna e per quell’eleganza che regala ad ogni suo personaggio.

Vergine giurata non urla abbastanza ma lascia comunque trapelare il significato intrinseco del film. L’opera della regista Laura Bispuri convince e lo fa con un filo di voce senza alzare mai il tono.

 

 

https://youtu.be/XZoa9AMaFrE

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