Child 44: recensione film


IL THRILLER TRATTO DALL’OMONIMO BEST SELLER MONDIALE

locandinachild44GENERE: Thriller

DURATA : 137’

USCITA IN SALA: 30 Aprile 2015

VOTO: 3 SU 5

“Non ci sono crimini in paradiso”. Ma cosa fare quando si inizia a dubitare del “paradiso” in cui si vive? Quando i crimini non sono solo possibili ma, addirittura, certi? Alcune persone si sentiranno in dovere di reagire, altre gireranno la testa dall’altra parte, mentre alcuni soggetti sguazzeranno volentieri nel fango, chiamandolo paradiso.

Il trionfo ottenuto, nel 2010, con il film Snobba Cash (la pellicola detiene tutt’ora il record d’incassi nella storia della Svezia), ha aperto le porte Hollywoodiane al giovane regista Daniel Espinosa. In seguito, il successo ottenuto con il film Safe House, che incassò oltre 200 milioni di dollari in tutto il mondo, ha permesso allo svedese di origini cilene di diventare definitivamente uno dei registi più ricercati a livello internazionale.

La storia del film si basa sul bestseller Child 44 – il bambino numero 44, dello scrittore inglese Tom Rob Smith. Il libro è il primo di una trilogia di romanzi che ha reso l’autore celebre al grande pubblico. Il libro stesso si ispira, a sua volta, ad una terrificante vicenda realmente accaduta nell’Unione Sovietica nella seconda metà del novecento. Si ispira liberamente ai crimini del serial killer Andrei Chikatilo, il quale, passato alla storia come il “macellaio di Rostov”, fu condannato a morte nel 1994 per l’uccisione e la mutilazione di 52 tra donne e bambini.

Il film segue le vicende di un agente segreto della polizia sovietica, Leo Demidov (Tom Hardy) che perde la propria ricchezza, la propria posizione e, con essa, il proprio potere quando si rifiuta di denunciare sua moglie Raisa (Noomi Rapace), sospettata di essere una traditrice del regime. I due coniugi sono esiliati da Mosca e spediti a Volsk, una tetra città industriale. Qui, si uniranno al generale Nesterov (Gary Oldman), il capo della polizia del luogo, per risolvere il mistero che circonda le diverse uccisioni di bambini lungo tutto il territorio sovietico. La ricerca del killer sarà però rallentata e contrastata dalla stessa polizia, che cercherà di insabbiare gli omicidi, facendoli passare semplicemente per sfortunati incidenti. Ciò per continuare a sostenere la tesi che nel regime stalinista non vi possano essere criminali.

Child 44 è un thriller a sfondo politico in cui temi di potere, d’amore, di onestà e di tradimento si combinano e si intrecciano. La caratteristica fondamentale del film è costituita dal continuo contrasto tra violenza e innocenza. La brutalità del regime totalitario sovietico annienta e prevale sulle normali emozioni umane, perfino distruggendo l’innocenza dei più piccoli, i quali, anche se senza colpa, ne risulteranno vittime. Tra le diverse scene d’azioni che caratterizzano il film, viene sviluppata, anche se in maniera piuttosto semplicistica, l’evoluzione psicologica dei personaggi. I rapporti tra i diversi personaggi mutano continuamente e, in alcuni casi, si invertono completamente. Tom Hardy interpreta con abilità un ruolo in cui occorre sia prestanza fisica, per le crude sequenze di azione, sia la capacità di interpretare con semplicità e sensibilità i momenti più intimi e delicati. L’attore britannico aveva già dimostrato di possedere entrambe le qualità interpretando dapprima il brutale Bronson nell’omonimo film e successivamente il capo cantiere Ivan nel film minimalista Locke.

Nel complesso Child 44 è un film triste ma efficace. Ci trasporta nell’URSS durante l’era stalinista, di cui abbiamo una visione disturbante ma affascinante. Ci mostra lo stato delle scuole, degli orfanatrofi, delle fabbriche e della società in generale. Il tutto è adeguatamente enfatizzato dal lavoro del regista. Daniel Espinosa, infatti, rende intime le scene, dando agli spettatori l’impressione di partecipare in prima persona al corso degli eventi ma, allo stesso tempo, mantiene un approccio reale e crudo, senza camuffare o mascherare la brutalità che caratterizza la storia.

Tralasciando la semplice visione del film ed entrando nel campo economico della produzione che, comunque, svolge un ruolo essenziale nel cinema, nasce spontanea una domanda: questa pellicola vale i soldi che sono stati spesi per realizzarla? Agli spettatori la risposta…

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