Fast & Furious 7: recensione film


ULTIMA CORSA AL CARDIOPALMA E OMAGGIO SENTITO A PAUL WALKER

locandina F7GENERE: azione

DURATA: 140 minuti

USCITA IN SALA: 2 aprile 2015

VOTO: 4 su 5

In strada il codice d’onore vale nel corpo a corpo. Non si hanno amici, ma si acquista una famiglia, qualcosa per cui dare la vita e superare i propri limiti. Fast and Furious, capitolo 7, stavolta siamo a qualcosa più che una semplice storia d’azione e moralismo urbano, siamo arrivati al pamphlet moderno e ramarro, un’elegia dedicata al connubio uomo-motore che ha reso questo fortunato franchise Universal una vera e propria “macchina da soldi”.

Dominic Toretto rende omaggio al suo nome e congeda l’amico Brian con un cambiamento di rotta, reale, celebrativo, simbolico. L’addio al Paul Walker proposto nel modo cinematograficamente più poetico possibile, se lo pensiamo legato ai sei capitoli su sette che lo hanno visto co-protagonista accanto al capobranco Vin Diesel: fratelli fino all’ultimo pistone.

Attorno a loro un gruppetto omogeneo di piloti da ghetto, cazzutissimi controeroi dell’America melting pot. C’è tutto quanto impacchettato e pronto all’esportazione globale in questo fiammente capitolo sui figli dello zio Sam: azione, violenza, rispetto, onore, sentimento e, soprattutto, bolidi su 4 ruote. Aggiungiamoci anche Kurt “Jena” Russell e l’aperitivo è servito per ogni palato. James Lin dirige con grande padronanza, alternando tecniche di ripresa action a sapienti momenti di apparente calma piatta, dominando il film come un videogame con esseri umani.

Lo psicopatico Jason Statham cerca vendetta, Dubai, Colorado o Los Angeles non importa, l’obiettivo è la gang di Toretto. Laddove non arrivano benzina e auto da corsa servono coraggio e destrezza, forza fisica e intelligenza tattica. In uno scenario in cui multi milionari dominano il mondo e il mercato nero offre ogni tipo di arma d’assalto, c’è ancora chi difende una sana birra messicana, Corona grazie, sofisticati si, ma non troppo. Come a dire, è vero che il portafoglio da criminale risulta “incredibilmente” sempre pieno, ma alla canotta proletaria non si può proprio rinunciare.

Fast and Furious 7 è un inno alla vita brada aggiornata con patina extra lusso del colosso America. In quest’emozionante roller coaster di emozioni visive e verosimiglianza a parametro zero rimarrete incantanti o disgustati davanti all’ampia varietà di eccessi linguistici messi in mostra. Valutando l’insieme e il prodotto film come pura degustazione e intrattenimento al cinema noi scegliamo la seconda opzione. Ingraniamo la marcia e ci mettiamo in coda, sgommando dietro alla Dodge Charger di Toretto, dove va il branco andiamo anche noi.

Siamo pronti a seguire il lupo Alfa.

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