Intervista a Chiara Basile Fasolo


CHIARA BASILE FASOLO SI RACCONTA, TRA TEATRO E TV

Chiara Basile Fasolo 2Giovanissima ma già con un curriculum nel mondo del teatro e della tv di tutto rispetto, a cui presto si aggiungeranno anche esperienze cinematografiche al momento ancora top secret: lei è Chiara basile Fasolo, pisana classe 91 da sempre col sogno di sfondare nel mondo dello spettacolo, tanto che a soli 13 anni inventa e conduce una piccola trasmissione locale. Recentemente vista in tv nella serie Squadra mobile, l’abbiamo incontrata per chiederle della sua passione, la recitazione, che sicuramente la porterà lontano.

Hai iniziato giovanissima a muovere i primi passi nel mondo dello spettacolo, partendo dal teatro fino ad approdare alla tv, e si vocifera di un prossimo progetto cinematografico. Cosa ti piace della recitazione?

Della recitazione mi piace il poter esprimere i tanti lati del mio carattere, ma non solo. Soprattutto quello che la recitazione ti permette di fare è di poter interpretare più personaggi, di poter essere chi non puoi essere nella tua vita. La recitazione mi permette di vivere altre esistenze, epoche, esperienze che altrimenti mi sarebbero rimaste sconosciute.

Hai lavorato con grandi nomi dello spettacolo, ma uno in particolare mi ha colpito, Pupi Avati (Un matrimonio). Come è stato essere diretta da lui?

È stata sicuramente un’esperienza importante e di crescita. Avati è un maestro, segue sul set i suoi attori e non lascia nulla al caso, da lui si può solo imparare. Ho dei bellissimi ricordi di quel periodo, per me lavorare alle ripresi di Un matrimonio ha rappresentato un percorso non solo di crescita lavorativa ma anche umana, proprio per la persona che lui è, un uomo di altri tempi. E poi, per ricollegarmi a quanto dicevamo prima, ho avuto la possibilità di interpretare un personaggio degli anni ‘70, un periodo storico che non ho vissuto.

Teatro e tv/cinema. Chi vince per te?

È difficile rispondere a questa domanda, è come chiedermi se voglio più bene a un figlio che un altro. Sono estremamente differenti tra loro, il teatro ti mette in contatto con il pubblico e ti dà la possibilità di esibirti in tournée, invece girare per la tv e il cinema, anche se senza pubblico, ti dà un altro tipo di emozione. Non posso scegliere, amo tutti e due.

Rientri senza dubbi fra gli esordienti più talentuosi degli ultimi anni. Qual è il tuo consiglio ai tanti giovani che cercano di sfondare in questo mondo?

Se la scelta è quella di diventare un attore di mestiere e quindi sperare in una situazione duratura nel tempo, quello che posso consigliare è prima di tutto di studiare, tanto. Poi naturalmente avere molta forza di volontà e non mollare, perché questo lavoro non è così facile come può sembrare.

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"Suonala ancora, Sam"