Io e Annie: Il Capolavoro di Woody Allen

FRAMMENTI DI UNA RELAZIONE NEL FILM-ROTTURA DEL GRANDE CINEASTA

annie-hall-posterTutto è finito sul pavimento. Il crostaceo vivo, il nostro pranzo è tutto lì per terra. E né io, né te, abbiamo il coraggio. Coraggio di prendere queste aragoste e metterle in pentola. Ci divertiamo, ne ridiamo, e tu mi minacci con quell’enorme aragosta davanti al mio viso. Ti chiedo uno schiaccianoci per un’improbabile azione di salvataggio di una di loro dietro il frigorifero e tu ti presenti con una macchina fotografica chiedendomi una, due foto. E io mi metterò in posa per te, comunque. Per poi rivedere quelle stesse foto sul fondo della storia frammentata, che si sussegue senza un ordine cronologico, andando avanti e indietro, prima e dopo la nostra storia d’amore, ricordandomi comunque che io non solo ti amo, ma ti stramo, ti adamo, ti abramo…. Perché, non ci credi?

Alvy Singer (Woody Allen) è un comico, un attore comico. E’ brillante, intelligente, carismatico e gode di una certa notorietà. La sua visione della vita è però alquanto pessimista. Soprattutto adesso che la sua relazione con Annie (Diane Keaton) è finita. Annie Hall, figlia di una famiglia borghese, colma di pregiudizi e decisamente poco congeniale al suo nuovo fidanzato,  è una ragazza deliziosamente comica, spiritosa e innamorata di questo piccolo e intelligente uomo. Ogni modo è buono per far si che lui la noti, e sembra effettivamente l’unico a farlo quando lei si esibisce nel caotico e distratto night club con una canzone passata inosservata.

Come un insieme di cocci di una relazione oramai distrutta, conosciamo i frammenti di questa storia d’amore, fino a comprenderla e ad amarla nella sua interezza.

E’ il 1977 e Woody Allen comicia ad essere un regista e attore comico molto apprezzato nel mondo del cinema e dello spettacolo. Sono passati due anni dal suo ultimo e divertente film  Amore e Guerra e qualcosa nella sua regia, nel suo modo di fare film vuole cambiare. Assieme a Marshall Brickman, ha l’idea per un nuovo film. Un film immerso nella mente di un uomo che esce da una relazione, ma dove questa non è la protagonista. Protagonista è l’esperienza visiva che il pubblico fa nella sua mente, vedendosi trasportato temporalmente da una parte all’altra della vita di quest’uomo, proprio lo stesso Alvy Singer. Il primo montaggio durava più di 2 ore e non vi era una vera e propria trama, come voluto dai due autori. Il primo titolo proposto fu Inedonismo (Anhedonia), termine scientifico per indicare l’incapacità di provare piacere. Ma osservando il montaggio, ci si rese conto che il film parlava d’altro. Ad attirare l’attenzione era soprattutto la storia d’amore tra Alvy Singer e Annie Hall. Così molto venne tolto fino ad arrivare all’ultima e celebre versione di questo film: Annie Hall.

Il titolo del film è anche il nome e cognome della protagonista interpretata in un modo unico da Diane Keaton, che non poteva e non doveva venire interpretato da nessun altro. Il ruolo dell’insicura cantante è infatti stato scritto apposta per l’attrice americana. Il vero nome dell’attrice è proprio quello di Diane Hall, nome che poi fu costretta a cambiare per differenziarsi da una compagna di un corso di recitazione. In comune la Keaton con questo splendido personaggio non ha solo il cognome e la personalità ma perfino la famiglia.  La nonnina Hall del film esiste davvero ed è infatti un chiaro riferimento alla nonna di Diane, che, come tutta la sua famiglia, non vedeva di buon occhio il nuovo fidanzato ebreo della nipotina. Una vera e propria razzista come ha dichiarato l’attrice in un’intervista. Insomma l’incomprensione che si avverte durante il pranzo dai genitori di Annie è sicuramente stata vissuta dal vivo dai due interpreti.

Un successo dell’intera opera, e della sua attrice protagonista che arriverà a farsi adorare dal pubblico e ad influenzarlo con il suo stile anticonvenzionale e fuori dagli schemi. Diversi fuorono infatti i contrasti con lo stilista del film, ma la Keaton più volte si oppose imponendo un abbigliamento maschile, particolare e certamente unico. Un’occasione che la United Artists, casa di produzione del film, sfruttò creando una linea di abbigliamento dall’evocativo nome Annie Hall.

Annie Hall è la prova dell’incredibile capacità autoriale e registica di Woody Allen. E’ la testimonianza che il comico e brillante autore e interprete, può fare molto di più di una sequenza di geniali gag intrise di un intelligentissimo humor. Io e Annie è un ritratto dolce amaro del romanticismo, amalgamato perfettamente al brillante quanto profondo umorismo Alleniano.

E se Io & Annie è l’opera innovativa del modo di fare cinema di Woody Allen, è anche la profonda innovazione del modo di raccontare una storia, ancor prima che una storia d’amore.

La destrutturazione del racconto, i continui flashback e flashforward non sono le uniche novità. Preziosa fu la collaborazione con il direttore della fotografia Gordon Willis, artefice della direzione fotografica del Padrino. Ribattezzato il “Principe del Buio”, per l’uso delle grandi oscurità che faceva, la sua presenza in una commedia fu più volte causa di scetticismo, ma si rivelò essere fondamentale per l’ottima riuscita del film. Sua fu infatti l’idea di girare contemporaneamente le due scene dai rispettvi analisti di Annie e Alvy, che appaiono separate sul grande schermo grazie allo spleet screen, ma che fanno parte di un’unica scenografia separata. In questo modo non venne fatto alcun lavoro di montaggio e i due attori poterono recitare nel modo più naturale possibile, esattamente uno accanto all’altro.

Annie Hall è certamente il primo film di Allen sui sentimenti, in cui i personaggi non sono semplici macchiette comiche interpreti di geniali gag, ma acquisiscono una profondità e complessità assenti nei precedenti lavori del cineasta di Manhattan.

Quarta collaborazione cinematografica della coppia Allen-Keaton, che fu coppia anche nella vita reale dai tempi della produzione teatrale Provaci ancora, Sam!,  Io e Annie è la punta di diamante della ricca e longeva carriera dell’ autore  Woody Allen e tantissime sono le battute rimaste nell’immaginario collettivo, piene di pungente umorismo e “leggero” esistenzialismo.

Nel ’78 il film fu vincitore dei quattro premi Oscar più importanti, Miglior Sceneggiatura Originale, Miglior Regia, Miglior Film e Miglior Attrice protagonista. Allen però mai si presentò alla cerimonia dicendosi impegnato con la sua Jazz Band, e mai volle mai sfruttare la vittoria agli  Academy per pubblicizzare il film. Diede così un forte segnale d’indipendenza artistica e intellettuale e manifestò il suo disinteresse nei confonti della cerimonia, affermando che non si può decretare il miglior film e quindi esprimere un favoritismo nei confronti di esso, perché sarebbe privo di oggettività.

Annie Hall rimane senza dubbio il  ritratto sentimentale più amato ancora oggi dell’intera opera cinematografica di Woody Allen e del cinema mondiale.

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