Babadook: Recensione film

L’UOMO NERO ESISTE E SI CHIAMA BABADOOK

babadook_locandinaGENERE: horror

DURATA: 89 minuti

USCITA IN SALA: 15 luglio

VOTO: 4 su 5

Esiste l’uomo nero? Il marito di Amelia (Essie Davis) muore in seguito a un incidente d’auto mentre stava la portando in ospedale per partorire. Sei anni dopo, la donna è una madre single che ha cresciuto con grande difficoltà il figlio Samuel (Noah Wieseman), non senza problemi economici e stressata dall’iperattività del bambino. Il piccolo infatti non dorme bene, la tiene continuamente sveglia, perché tormentato dai mostri immaginari che dice di vedere. Il suo comportamento esagerato e violento peggiora di giorno in giorno, portando Amelia ad odiare il suo stesso figlio. Le cose non migliorano quando nella loro vita si materializza un libro di favole diverso dagli altri, molto nero, cupo e spaventoso, che parla di un certo Babadook. La donna lo legge a Samuel prima di andare a dormire, ma date le parole terrorizzanti in esso, la donna decide di sbarazzarsene ma continua a ripresentarsi fino a che la sua storia di un uomo nero che ti entra dentro fino a condizionarti non comincia lentamente ad avverarsi e intrappola i due nella loro stessa casa.

Nel folklore l’Uomo Nero è una figura oscura che canticchiata dalle mamme per spaventare i propri figli quando non vogliono andare a dormire. Nel cinema americano abbiamo visto la rivisitazione della figura dell’uomo nero con Boogeyman (solo la prima pellicola), film prodotto da Sam Raimi e ci aveva fatto spaventare, facendo attenzione a controllare sotto il letto e nell’armadio per paura di trovarvi qualcuno estraneo. Con Babadook, la regista esordiente Jennifer Kent, punta su un horror a low budget (costato 2 milioni e mezzo di dollari di cui 30.000 sono stati raccolti con il crowfunding) mettendo in scena pochi attori. Essie Davis è infatti la protagonista delle maggior parte delle scene, offrendo forte interpretazione di una madre disperata, sull’orlo di una crisi di nervi, che tenta di fare la persona forte per proteggere ciò che resta della sua famiglia, finendo per essere però una vittima.  Altrettanta poca è anche l’azione, preferendo puntare sulla recitazione emotiva e sulla paura visiva, piuttosto che sugli effetti speciali. L’ambientazione principale resta la casa dove mamma e figlio vivono e sono terrorizzati dal Babadook che li chiama e non ha nessuna intenzione di andarsene.

Chi è davvero l’Uomo Nero? E’ un mostro che ci tormenta quando cala la notte oppure è quel lato oscuro che si nasconde dentro il nostro animo? Lasciando lo spettatore con questi interrogativi, Babadook non è un film per tutti i palati: gli amanti del genere horror potranno sbadigliare, trovando una trama lenta, altri invece resteranno piacevolmente sorpresi nello scoprire un film dell’orrore diverso dagli altri. Ultimo avvertimento: non fate entrare l’Uomo Nero e assicuratevi di chiudere bene porte e finestre prima di andare a dormire.

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Linguista, aspirante giornalista, amante del cinema, malata di serie tv, in particolare dei crime polizieschi.