Jurassic World: recensione film

JURASSIC WORLD: A 22 ANNI DI DISTANZA IL SOGNO DI HAMMOND SI AVVERA

Locandina Jurassic World GENERE: avventura, fantascienza

USCITA IN SALA: 11 giugno 2015

DURATA: 124 minuti

VOTO: 3,5 su 5

“Senta è previsto che si vedano dei dinosauri nel suo parco dei dinosauri?” fortuna per noi, il parco riapre dopo 22 anni e queste affascinanti creature non tardano a far capolino. Dopo oltre due decenni dalla prima adrenalinica avventura su Isla Nublar, l’uomo torna a fare i conti con la potenza dei dinosauri e con la sua stessa incontrollata sete di potere. Jurassic World è il quarto capitolo della saga inaugurata da Steven Spielberg nel lontano 1993, ispirata dal famoso libro di Michael Crichton Jurassic Park, e si profila essere il naturale proseguo del primo avvincente omonimo episodio.

Isla Nublar, dopo le esperienze che la scossero anni prima, è tornata a popolarsi di animali preistorici e ad essere visitata dagli uomini. Jurassic World, sorto sulle ceneri del parco divertimenti che avrebbe voluto il magnate John Hammond, è un moderno resort per grandi e bambini, in cui intere famiglie possono farvi visita e vedere da vicino i dinosauri quasi come se fossero nel safari. Il parco non è più gestito dalla InGen ma dalla Masrani Corporation, che ha acquistato la società nel 1998, a seguito del disastro di New York degli eventi de Il Mondo Perduto. Oltre al parco, però, è presente anche un centro di ricerca genetica. Infatti, per evitare che si affievolisca l’interesse del pubblico, è necessario “sfornare” nuovi animali che attraggano grandi e piccini, ed è così che si crea a tavolino un nuovo esemplare, unico, un ibrido in grado di far leva sui visitatori, ma soprattutto sui finanziatori del dispendioso parco. L’Indominus Rex si rivela però ben presto fuori dal controllo dell’uomo, e la situazione non può che degenerare.

Jurassic World è diretto da Colin Trevorrow, che ha sostituito Joe Johnston dietro la macchina da presa. La storia della sua produzione sembra lunga quanto quella della realizzazione del nuovo parco: ben 13 anni di trattative, tra divergenze lavorative e ingaggi-smentite varie, per finire col rimandare l’uscita del film dal 2014 al 2015. Sebbene la musica non sia più composta da John Williams, è comunque rievocativa nel momento in cui vediamo i resti del vecchio parco.

Il film è gradevolmente autoreferenziale sin dall’apertura, non mancando riferimenti al passato e all’esperienza con John Hammond al comando nei lontani anni Novanta, richiamata anche dalla presenza di Henry Wu, ruolo ricoperto di nuovo da B.D. Wong. Si inizia da subito, quindi, con velati rimandi al disastro che fu, e con un informatico del parco (Jake Johnson), che indossa la maglia di Jurassic Park, comprata usata su Ebay. Il suo gesto di cattivo gusto è subito ripreso dalla responsabile del parco Claire Dearing, interpretata da Bryce Dallas Howard. Il suo personaggio nel corso del film, per scappare dalla furia e dai pericoli che inseguono chiunque si trovi sull’isola, paradossalmente e incredibilmente riesce a strapparsi gonna e giacca, ma senza mai avere problemi con le scarpe alte: menzione d’onore alla sua corsa sui tacchi in mezzo al parco dei dinosauri. Una scelta che si perdona facilmente, forse non tanto quanto la sua recitazione quasi monotematica; l’attrice appare fuori luogo per tutta la durata del film e difficilmente lo spettatore riesce a provare simpatia per il suo personaggio.

A spiccare e a rubarle nettamente la scena, con la sua dose d’umorismo al punto giusto, è invece Chris Pratt, nel ruolo dell’ex militare Owen Grady che nel parco si occupa di ricerca comportale sui quattro Velociraptor Blue, Charlie, Delta ed Echo. Bravi anche i due giovanissimi Nick Robinson e Ty Simpkins, che interpretano i due nipoti di Claire, sfortunatamente giunti al momento sbagliato in visita dalla zia (ma questa esperienza, come nei migliori romanzi di formazione, li aiuterà a crescere e a rinsaldare il loro rapporto).

I protagonisti principali tuttavia restano i dinosauri, che si vedono fin dall’inizio: tra spettacolari sequenze con Stegosauri, Triceratopos e Brontosauri, predominano l’Indominus Rex e i Velociraptor. Piccolo cameo del Tirannosauro Rex, che passa dalla star del Jurassic Park a un ruolo minore, ma determinante, nel Jurassic World. La new entry è invece il Mosasauro, gigantesco coccodrillo d’acqua che fa divertire gli spettatori come se fosse un delfino.

Nonostante alcune scene esagerate, forse troppo, considerando che poco sappiamo attualmente del comportamento di alcune specie di dinosauri, Jurassic World è una pellicola malinconica con un sottotesto ambientalista. Addestrare i Velociraptor come se fossero un branco di cani fa sorridere, perché siamo di fronte a creature estinte che non hanno mai vissuto a contatto con esseri umani. Quanto davvero Owen Grady può fidarsi di loro? Ed è in quel momento che avremmo voluto che Ian Malcolm dicesse “La vita troverà un modo (per ribellarsi all’uomo)”.

Eleonora Materazzo & Verdiana Paolucci 

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