Merci de me rèpondre: documentario on the road


UN FILM “ON THE ROAD” DALL’ITALIA AL SUD DELLA FRANCIA

merci locandinaUn palloncino, che reca con sé un misterioso messaggio, scatena un lungo ed inaspettato viaggio verso il sud della Francia, colmo di dubbi e interrogativi. Questo il punto di partenza del curioso quanto affascinante Merci de me rèpondre, documentario tutto on the road della coppia di registi Morgan Menegazzo e Mariachiara Pernisa, i quali, grazie a tale espediente mettono a confronto due culture, quella francese, appunto, e quella nostrana.

La genesi del progetto, insieme alla stessa, vera, storia del “galeotto” bigliettino ha sicuramente dell’incredibile. Nel 2010 i due filmaker avevano appena concluso Warology – Operazione l’Altra Guerra, loro primo lungometraggio e altro documentario realizzato a quattro mani, che riguardava le modalità e i significati del fare guerra nell’età contemporanea. Gli autori raccontano che, ritrovatisi piuttosto scoraggiati e disillusi dalla gravità delle tematiche affrontate per quel lavoro, desideravano buttarsi su una nuova opera che, invece, potesse far ritrovare loro la fiducia per l’umanità e riacquistare ottimismo per il futuro.

Quasi ad assecondare magicamente le loro volontà, ecco capitare il ritrovamento, sul balcone di casa, di un palloncino ad elio, ormai sgonfio, a cui è legato il seguente messaggio: “Bonjour, je m’appelle Rohnan, j’ai douze ans, merci de me rèpondre” (ovvero, “Buongiorno, mi chiamo Rohnan, ho dodici anni, grazie di rispondere”). Accompagna l’ingenua e innocente richiesta un indirizzo, precisamente della regione dell’Aveyron, vicino Rhodez, nel sud della Francia, da cui Menegazzo e Pernica riescono a calcolare la portata del “viaggio” del palloncino, ossia più di 1500 chilometri.

Decidendo così di andare a cercare risposte direttamente alla fonte, i due cineasti partono alla volta di Quins, la cittadina francese del piccolo Rohnan, documentando il tutto. Durante il viaggio, condividono i loro dubbi e le loro riflessioni con un largo campione di persone intervistate, di entrambe le nazionalità, trasformando l’ambita destinazione in nient’altro che un pretesto, per un interessante quanto straordinario percorso interiore. Nel risultato finale, infatti, del viaggio puramente fisico rimane poco, i paesaggi sono rari e si spazia alternativamente tra Italia e Francia senz’alcuna continuità temporale. Quello che conta sono le reazioni della gente, all’inizio scettica o quantomeno incredula davanti al racconto dell’accaduto, e ai profondi pensieri che ne derivano, dal ruolo del caso e del destino all’esistenza o meno del libero arbitrio.

Solo nell’ultima parte l’identità del piccolo Rohnan viene sviscerata, interrogandosi sui motivi che lo possano aver portato a lanciare quel curioso messaggio. Palloncino, quindi, vero e proprio “deus ex machina”, e allo stesso tempo innocuo mcguffin, di una riflessione intima ed esistenzialista, metafora, quasi come la celebre “busta” dell’American Beauty di Sam Mendes, della sempre sottovalutata bellezza della vita. La fiducia nei confronti del genere umano, come detto, è d’altro canto l’agognato obiettivo che il duo creativo MenegazzoPernisa si prefiggeva cinque anni orsono. Due registi che rappresentato l’ennesimo esempio di come fuori dalle grandi produzioni il nostro cinema ha ancora validi talenti da offrire, vedi anche il loro nobile progetto Hankgefmobility, partito nel 2001, atto a realizzare, in un’ottica multidisciplinare e indipendente, video sperimentali e cortometraggi, spesso selezionati e apprezzati da festival nazionali ed esteri.

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