A woman under the influence (Una moglie), 1976

CINEMA DI IERI PRESENTA UNA MOGLIE DI JOHN CASSAVETES

una moglie locandinaUna Moglie (A Woman Under the Influence) è un film del 1974 scritto e diretto da John Cassavetes. Cassavetes è un regista, attore e sceneggiatore americano di origini greche. E’ essenzialmente noto per essere considerato il pioniere del cinema indipendente americano. Infatti, oltre ad aver partecipato come attore ad alcune produzioni ad alto budget hollywoodiane (Rosemary’s Baby, per citarne una), ha speso la maggior parte della sua carriera a lavorare, quale indipendente dalle majorities americane, su propri progetti, spesso finanziando da sé i suoi film e utilizzando come attori amici e familiari, altrimenti lavorando in maniera saltuaria ogni qual volta vi fossero fondi disponibili. Una moglie è uno dei film di maggior successo realizzati dal regista.

Al centro della storia vi sono Mabel, casalinga nevrotica dagli strani comportamenti, e suo marito Nick, operaio edile. Lo stato mentale di Mabel ed il suo comportamento sempre più bizzarro finiscono per far preoccupare il marito che, alla fine, convinto che la moglie sia diventata un pericolo per sé stessa e per i figli, decide di mandarla in un ospedale psichiatrico. Il film segue i giorni precedenti all’internamento di Mabel nella struttura terapeutica ed il suo ritorno a casa, sei mesi dopo, focalizzandosi sulle ripercussioni che questa esperienza avrà sull’intera famiglia. Ed il vero soggetto del film è proprio la famiglia, alla base della quale vi sono Nick e Mabel, legati da una forte, tumultuosa e appassionata relazione. A solidificare il legame della coppia vi sono i tre figli. Il gruppo è poi completato dai rispettivi genitori della coppia.

Una moglie è uno di quei grandi film in cui lo spettatore non si limita ad essere un osservatore estraneo, ma segue lo svolgersi delle vicende come se anche lui ne facesse parte. Il pubblico, così come i parenti di Mabel, è inizialmente divertito dal comportamento bizzarro della donna, successivamente però, quando i comportamenti di quest’ultima iniziano ad essere sopra le righe, e da semplice azioni bizzarre si evolvono in atteggiamenti preoccupanti, inizia ad esserne allarmato. Nasce nell’animo degli spettatori uno stato di ansietà; iniziano anch’essi a preoccuparsi della salute della donna, del suo stato mentale e dell’effetto che ciò potrebbe avere sui suoi figli.

A questo punto della storia però il film cambia completamente e non produrrà più reazioni univoche sull’audiance. Di fronte al film il pubblico omologato, che ha fin qui reagito alle vicende narrate con gli stessi pensieri e le stesse emozioni, lascia il posto a singoli individui che interagiscono con le proprie emozioni.

Infatti, la storia sembrerà così reale, i sentimenti manifestati così complessi e i personaggi talmente vivi che sarà difficile non associarli a persone reali. Come nella vita reale, quindi, ogni persona giudicherà quello che vede secondo i propri occhi e i propri principi. Alcuni potrebbero rendersi conto che, dopotutto, Mabel non è poi così matta, mentre altri potrebbero guardare con occhi diversi gli altri membri della famiglia e pensare che forse anche loro avrebbero bisogno di un soggiorno all’ospedale…

L’eccellenza del film è dovuta anche alle interpretazioni dei due attori principali: Gena Rowlands, nella veste di Mabel, e Peter Falk (noto ai più come il tenente Colombo) che interpreta Nick. La prima è stata la moglie di Cassavetes per trentacinque anni, mentre Peter Falk è stato un suo grande amico. Entrambi gli attori sembrano beneficiare nella loro recitazione del forte legame che li lega con il regista americano.

La colonna sonora svolge un ruolo fondamentale nella pellicola. Cassavetes è stato un grande amante di musica e, al riguardo, ha affermato: ”Mi piace ogni tipo di musica. Ti dà voglia di vivere. Il silenzio è morte”. Il suo pensiero si ritrova interamente nella maniera in cui ama utilizzare la colonna sonora nei suoi film. In particolare, in Una moglie, ad ogni tipo di azione corrisponde una musica dedicata. Raramente nel film vi sono scene di silenzio assoluto e non è un caso che in quei pochi momenti anche l’inquadratura sia immobile. Il contrasto con il resto della pellicola enfatizza l’effetto di queste scene; un effetto di completa stasi, quasi di “morte”.

Una moglie è un film drammatico di forte impatto, la cui visione lascerà un segno nello spettatore attento. Il budget modesto non limita assolutamente il regista, anzi sembra aiutarlo a caratterizzare il proprio lavoro. L’utilizzo di amici e familiari al posto di attori professionisti, ad esempio, aiuta a dare un senso di naturalezza al film e instaura un legame sincero tra i diversi personaggi. E’ una pietra miliare del cinema indipendente. Un film da guardare e riguardare che potrebbe sorprendere ad ogni nuova visione.

 

 

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