Comet: Missing in Italy


SCRITTO E DIRETTO DA SAM ESMAIL, L’AUTORE DEL FENOMENO TELEVISIVO “MR. ROBOT”

cometGenere:  commedia romantica

Durata:  91 minuti

Voto:  3,5 su 5

Leggere che il debutto alla regia di colui che ha scritto e ideato una delle migliori serie sugli hacker degli ultimi anni è stato in una commedia romantica, potrà apparire piuttosto insolito ai più. Eppure, se Mr. Robot, in onda negli States sul canale USA Network, non si limita ad essere “solo” un semplice show sul mondo dei pirati informatici, allo stesso modo Comet non va ridotto ai normali canoni del genere a cui siamo tutti abituati, pur facendone comunque parte.

Come il voice-off all’inizio dell’acclamato 500 giorni insieme chiosava, “This is a story of boy meets girl”, e la pellicola di Sam Esmail si avvia, appunto, con l’incontro tra il cinico e supponente Dell e l’intraprendente quanto perennemente insoddisfatta Kimberly, durante una pioggia di meteoriti visionabile dal basso di un cimitero, allestito apposta per l’occasione. L’autore, nell’introdurre il suo Comet, avverte lo spettatore che “questa storia si svolge in 6 anni”. Racconto che vede quindi al centro la tormentata ed intensa relazione tra i due, i quali sembrano fatalmente destinati a stare insieme e, al tempo stesso, impossibilitati dai rispettivi carattere a trovare un giusto equilibrio. Tra rotture e riappacificazioni continue, la narrazione si alterna tra flashback e flashforward del loro lungo e travagliato rapporto, inquadrando precisi e fondamentali punti di svolta e, all’apparenza almeno, di non ritorno.

I due protagonisti sono interpretati da volti piuttosto noti come Justin Long, ormai “ex” interprete delle commedie americane più classiche e stereotipate, adesso al lavoro in produzioni giudicabili decisamente più rilevanti, ed Emmy Rossum, la star della serie osannata dalla critica Shameless, del canale Showtime, nonché attuale compagna dello stesso regista (anzi, “fidanzata ufficialmente”, come riportano i media americani). La coppia di attori regge praticamente in solitaria l’intera pellicola, regalando la giusta dose di drammaticità e trasporto alla propria interpretazione, risultando più che convincenti e dalla rodata chimica. Sarà infatti piuttosto difficile non sperare in un lieto fine per la loro storia d’amore sullo schermo, malgrado i ripetuti segnali che per tutto il film sembrano voler suggerire il contrario.

Ancora una volta, infatti, esattamente come accade in Mr. Robot (in verità cronologicamente in tempi successivi), Sam Esmail non può fare a meno di giocare con lo spettatore, in maniera sempre brillante e per nulla fine a sé stessa. Nello show televisivo che sta incollando allo schermo il pubblico americano, i riferimenti, tra tutti, al  Fight Club di David Fincher, e al romanzo di Chuck Palahniuk, non fanno che nascondere una sapiente e ben delineata volontà di mettere in scena il proprio estro creativo da parte del suo autore.  Allo stesso modo, la struttura narrativa e dislocata, tra il reale e l’onirico, tanto simile al Se mi lasci ti cancello di Michel Gondry e al già citato in precedenza film di Marc Webb, non sono altro che la solida base per una direzione, specialmente nel finale, del tutto diversa da qualsiasi possibile aspettativa. Una direzione che, come sussurrato più volte dallo stesso scrittore nell’arco del racconto, vuole prescindere da una chiusura determinata e definita, o altrimenti banale, ma che preferisce dar più senso al viaggio, fatto di promesse ed illusioni, tra sogni e universi paralleli, che accompagnano la loro storia e, in fondo,  quella di tutti.

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