Film 4 Life incontra Luca Murri

LUCA MURRI PARLA DELLA SUA VISIONE DI CINEMA CON UN AMATO FUNERALE 

LUCA MURRIPrologo – L’incontro

In ritardo. Il primo incontro con Luca avviene con un quarto d’ora di ritardo sulla tabella di marcia. Io corro, non voglio fare tardi il giorno della mia prima intervista. Arrivo e Luca è già lì, che sorridente mi saluta. Il caffè l’ha già preso e io mi accingo a recuperare. Subito prima di ordinare, ci presentiamo ufficialmente e cominciamo a parlare, a confrontarci, con la giusta accortezza di chi non si conosce, ed è chiara fin da subito quanto sia grande la  passione di Luca per il Cinema. Con la C maiuscola.

Capitolo 1 – Identità

Il primo dubbio che sorge è : come definire questo giovane artista? Luca ha diretto e interpretato e, in parte, scritto entrambi i suoi due lavori – Cierresse e il suo più recente progetto, Un Amato Funerale – il dubbio è dunque legittimo. Ma Luca ha le idee piuttosto chiare e non esita a definirsi, quasi esclusivamente, regista. Più volte ha ricevuto diverse proposte da amici come attore, complice un volto che visivamente funzionava, ma la pigrizia e la mancanza di un reale interesse nei confronti della recitazione sono sempre stati segni che la sua vita dovesse proiettarsi su altro. La sua attenzione infatti si è sempre rivolta al racconto di storie, storie alle quali egli potesse dare un determinato aspetto estetico, sia tramite l’utilizzo della sceneggiatura che della regia, per le quali ha sempre avuto un impulso fortissimo.

Ma come nasce quest’amore? Fin da piccolo la videoteca ha esercitato su di lui un’ attrazione magnetica che lo portava a chiudersi in quel mondo pieno di VHS. Crescendo e collaborandovi in cambio di ricariche per film, riuscì a tenersi lontano da giri discutibili, e a coltivare la sua passione. Ma quest’attrazione non è casuale. Lo zio, Serafino Murri, difatti critico cinematografico, ma anche regista e attore, è stato figura centrale della sua vita. E’ stato la figura paterna che per molti anni è mancata a Luca, un papà conosciuto all’età di vent’anni, ma anche figura rivelatrice della sua futura passione per il cinema, coltivata fin da giovanissimo. E così dopo la tesina sul cinema in terza media il passaggio al Rossellini, l’istituto superiore di cine-tv romano, è stato quasi naturale. Adesso il completamento didattico di questa passione è giunto quasi al termine con la specialistica alla facoltà di lettere alla Sapienza, indirizzo cinema ovviamente.

Capitolo 2 – L’esordio in 48 h

Nel 2010 si prospetta l’opportunità di fare qualcosa. Il 48 Hour Film Project sembra fare al caso di Luca e dei suoi colleghi di università. I ragazzi già avevano tentato qualcosa l’anno prima ma la cosa non andò troppo bene. Quest’anno così Luca accetta, a condizione però che gli venga affidata la regia. E così nasce il corto creato in 48 ore: Cierresse, i cui protagonisti sono supereroi anticonvenzionali. Il corto fa il giro di numerosi festival, vincendo anche il Premio del Pubblico. Da questa piccola, ma fortunata creazione nascerà poi l’ultimo lavoro di Luca: Un Amato Funerale.

Capitolo 3- Un Amato Funerale

Italia (interpretata da Milena Vukotic) e suo nipote Luca (interpretato dallo stesso Luca Murri),  si ritrovano a viaggiare in vespetta per arrivare al funerale della madre di Italia, nella lontana cittadina di Sperlinga. Ma il motorino dà segni di cedimento e i due protagonisti si ritrovano in una piccola cittadina.

L’atmosfera favolistica di questo sperduto ma affascinante posto, grazie all’incontro con il “Capitano” (Giorgio Colangeli), regalerà  a Italia momenti rimasti sepolti nella memoria di giovane donna tornando ad essere più vivi che mai. Qualcosa che farà di questa triste occasione luttuosa, Un Amato Funerale.

Milena Vukotic è sempre stata nella mente di Luca per il ruolo di Italia, per la grande somiglianza con la vera nonna Italia del regista romano. Luca la corteggia e le porta la sceneggiatura a teatro. Ripromessosi di tornare all’ultima replica riceve una chiamata inaspettata. E’ Milena che accetta entusiasta, rimasta colpita dalla sceneggiatura.

Il coinvolgimento di Giorgio Colangeli, ha tutt’altro percorso. Luca aveva già avuto il piacere di collaborare con l’attore sul set del film Feisbum, in vesti di attore e, appena saputo della partecipazione di Milena, Giorgio non ha esitato ad accettare.

Scritto nel 2009, il corto prende spunto dal rifiuto della vera nonna Italia di non andare al funerale della madre. Una scelta inconsueta che ha portato Luca a viaggiare con la fantasia e a mettere nero su bianco un ipotetico prosieguo della vicenda, con la folle idea di arrivare nella lontana Sicilia servendosi solo di un motorino.

L’opera in corto del regista possiede una complessità e struttura circolare ben precisa, dove vengono messe a confronto due generazioni molto distanti tra loro ma non così dissimili. L’intento di Un Amato Funerale è ben definito quanto nascosto. Lasciar comprendere allo spettatore quanto quelle identità conosciute solo sotto la luce familiare siano in realtà molto più grandi, più complesse, con gli stessi bisogni che noi possediamo e che, solo in apparenza, hanno perso. L’esperienza che la sua stessa nonna ha vissuto, quella di riscoprire l’amore a sessant’anni, ha fatto riflettere Luca su quanto, dalla nascita fino alla morte, si rimanga sempre esseri umani. Una visione che  si tende a non avere nei confronti di un padre, una madre o una nonna, come in questo caso.

Il luogo comune che un giovane amore vissuto in vecchiaia sia impossibile viene così ribaltato, assieme all’immagine di un’anzianità priva di desideri. E Luca Murri gioca con il fiabesco, sfruttando anche il fascino di un non luogo (in realtà la graziosissima cittadina siciliana di Nicosia ndr.). E per farlo si è affidato al sapiente gioco di luci che Daniele Ciprì, direttore della fotografia, è riuscito a creare, rispettando l’idea di luce nel buio che voleva mostrare Luca.

Epilogo – Cinema e didattica

La passione di Luca nei confronti del cinema trova forma anche nel connubio di concreta realizzazione e didattica. Da due anni si dedica infatti alla formazione sul cinema con un laboratorio pomeridiano diretto ai ragazzi del liceo artistico Enzo Rossi. Un lavoro che sempre più lo convince del potere del confronto e dell’ascolto dell’altro. Un ascolto che alimenta il confronto stesso di autenticità. E i frutti di tale lavoro sono anche Muri sul lettino, cortometraggio realizzato assieme ai ragazzi del Liceo, uscito vincitore dall’edizione appena conclusasi del Festival del cinema di Venezia con il Premio Filmagogia 2015. 

Un altro traguardo per il giovane cinema e per un giovane che il cinema, vuole farlo.

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