Jeff Bridges e l’arte dell’attore-fotografo

BRIDGES E TRUFFAUT PROTAGONISTI DELLE MOSTRE ITALIANE

TruffautFrancois Truffaut poeta dell’immagine: giunta al termine la rassegna di film dedicata al grande regista francese, continuerà invece fino all’11 ottobre a Roma, presso la Casa del Cinema a Villa Borghese, la mostra che si compone, tra i tanti materiali esposti, di fotografie di scena, manifesti, riviste, brochure e fotobuste francesi, italiane, inglesi e americane, volta ad omaggiare il cineasta e i suoi lavori.

Un’ottima opportunità per partecipare ad un evento che permette di conoscere meglio il mondo cinematografico di Truffaut, e che rende evidente, attraverso le testimonianze raccolte, come la matrice autobiografica e le sue esperienze personali siano alla base dei suoi film.

Invece a Bologna proseguirà, fino al 15 novembre, l’esposizione monografica Jeff Bridges Photographs: LEBOWSKI and Other BIG Shots, titolo che cita in modo evidente The big Lebowski dei fratelli Coen, una delle sue interpretazioni più famose. Inaugurata il 3 ottobre presso l’ONO arte contemporanea, la mostra è la prima di questo tipo dedicata a Jeff Bridges in Europa e incentrata sul suo lavoro di fotografo, e si compone di numerosi scatti della carriera dell’attore, vincitore del premio Oscar nel 2010 per la sua performance in Crazy Hearts.

Artista le cui doti spaziano oltre la recitazione, Jeff Bridges è amante della fotografia fin dai tempi del liceo, passione che riscopre nel 1976 sul set del remake di King Kong. Da allora, inseparabile dalla sua macchinetta, immortala set e colleghi tra i quali già compaiono Martin Landau, John Turturro, Cuba Gooding Jr., Philip Seymour Hoffman, Kevin Spacey.

Jeff Bridges

Fanno parte di Jeff Bridges Photographs: LEBOWSKI and Other BIG Shots circa 60 scatti. Molti sono dei backstage di alcuni dei film a cui ha partecipato; foto che diventano quasi un diario privato, intimo e personale delle sue esperienze sul set, tra cui Il grande LebowskiI favolosi Baker, Texasville, Il grinta, American Heart.

A colpire è soprattutto la forma delle sue fotografie, molto allungata. Un risultato ottenuto con la sua Widelux, che monta una pellicola simile alla 70 mm con cui erano girati i film. Inoltre in molti dei suoi scatti ricorre alla doppia esposizione, possibilità che gli permette di imprimere doppiamente lo stesso individuo nella medesima immagine.

La Widelux non è certamente una macchina scelta a caso, ma rispecchia le esigenze dell’attore-fotografo, che con tali caratteristiche tecniche riesce ad imprimere più storie contemporaneamente, facendo incetta di informazioni in un unico scatto. Proprio le immagini di questo tipo rientrano in una sezione chiamata Comoedia/Tragoedia, nome che ne evidenzia la doppia connotazione tragica e comica dei volti immortalati.

Jeff Bridges fotografo

 

Jeff Bridges

 

 

About Eleonora Materazzo 549 Articoli
"Suonala ancora, Sam"