Jenny’s Wedding: Missing in Italy

IL MATRIMONIO  DI KATHERINE HEIGL CONTRO I PREGIUDIZI DELLA SOCIETA’

Jenny's_Wedding_PosterGENERE: commedia sentimentale

DURATA: 94 minuti

VOTO: 2 su 5

Scritto e diretto da Mary Agnes Donoghue (La strada per il paradiso), Jenny’s Wedding è una produzione indipendente, tanto da aver richiesto una campagna sulla nota piattaforma di crowdfunding Indiegogo per completare la post-produzione (prevalentemente per l’acquisto dei diritti sulla colonna sonora). Il film è stato poi rilasciato negli States, in distribuzione limitata, dalla IFC nel luglio del 2015.

Con il matrimonio della loro figlia maggiore Anne, Eddie e Rose ora non aspettano altro che anche la piccola di casa, Jenny, finalmente si “sistemi”, preoccupandosi per il suo all’apparenza rifiuto di trovare un compagno per la vita. Ciò che i coniugi ignorano è che Jenny vuole davvero sposarsi e metter su famiglia, ma con la fidanzata Kitty, la donna che hanno sempre conosciuto come la sua coinquilina. La scoperta dell’omosessualità della figlia sconvolge il loro sicuro nucleo familiare, mettendoli di fronte alla realtà e costringendoli a dover stravolgere le proprie certezze, costo la perdita del rispetto di Jenny.

Pur trattandosi di una produzione piccola e palesemente low-budget, non può dirsi certo un periodo fortunato per l’ex-Grey’s Anatomy Katherine Heigl (Jenny), la quale, dopo il successo del Molto Incinta targato Judd Apatow, sembrava lanciata verso una carriera decisamente promettente sul grande schermo. Le conferme, a distanza ormai di anni, non sono arrivate e il ritorno in tv non è stato altrettanto favorito dalla sorte, dato il flop di ascolti e la successiva cancellazione dello show State of Affairs. E Jenny’s Wedding, considerando la sua qualità piuttosto modesta, non sembra rappresentare l’occasione giusta per rilanciarsi.

Chi era invece sparita un po’ dalla circolazione è l’altra ex-star televisiva (Una mamma per amica) e co-protagonista della pellicola Alexis Bledel, che interpreta la dolce metà Kitty, la quale condivide con la compagna d’avventura le grandi aspettative iniziali in campo professionale, in seguito perlopiù disattese. Anche per lei vale il discorso della collega: rimandata per produzioni più rilevanti. Il cast resta comunque l’elemento più interessante della pellicola, data la presenza ulteriore di un attore di una certa caratura come Tom Wilkinson (Grand Budapest Hotel, Se mi lasci ti cancello), nel ruolo del padre di Jenny.

Il problema è che il tema cardine della pellicola, per quanto più attuale che mai, al cinema si può giudicare decisamente più che saturo, perciò risulta sempre difficile trovare la formula giusta per comunicare qualcosa di nuovo, indi per cui Jenny’s Wedding può partire svantaggiato già in partenza. Non aiuta, però, il prendersi troppo sul serio e la lentezza, tecnica quanto emotiva, dei vari confronti che segnano lo svolgimento della pellicola. Considerando, quindi, l’ottimo livello degli interpreti scelti, non ci sembra scorretto bollare il film come una bella occasione mancata, sperando che, soprattutto nel foriero campo dell’indipendente d’oltreoceano, si aspiri a percorrere sentieri più interessanti e inesplorati.

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