Lolo: recensione film

LOLO – GIÙ LE MANI DA MIA MADRE: IL COMPLESSO DI EDIPO NON È MAI STATO COSÌ DIVERTENTE

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GENERE: commedia

DURATA: 99 minuti

USCITA IN SALA: 1 settembre 2016

VOTO: 3 su 5

Violette è una 45enne parigina con una carriera avviata nel mondo della moda. Single da tempo (troppo), conosce in vacanza con le amiche Jean-René, timido programmatore informatico dai modi non proprio raffinati e da un opinabile gusto nell’abbigliamento. Nasce l’amore, passionale quanto infantile. L’unico ostacolo tra i due sembra essere Lolo, il figlio 19enne di Violette intenzionato ad allontanare a ogni costo questo “intruso” per il bene della madre. O forse per il proprio.

Dopo quasi quattro anni, l’attrice francese Julie Delpy torna dietro la macchina da presa per dirigere Lolo, commedia di cui è anche interprete e sceneggiatrice. Il film, presentato alla Mostra del cinema di Venezia nella sezione “Giornate degli autori”, mostra il talento dell’artista parigina nel mettere su carta situazioni comiche e dialoghi esilaranti.

Lo schiacciante complesso di Edipo di cui soffre il giovane Lolo è solo il pretesto per dare il via a una serie di battute allusive e gag degli equivoci, già viste e sentite ma ben orchestrate e inserite nel congegno filmico. La pellicola mostra dei rimandi non troppo velati a una ben precisa tipologia di commedia americana, individuata dalla stessa Delpy nei titoli di Blake Edwards e nei profili delle opere di Woody Allen. Un’influenza che a tratti rischia di essere ingombrante e di schiacciare le potenzialità del testo filmico, ma che, a conti fatti, non impedisce di godere di questo prodotto.

Colpisce infatti di questo film la leggerezza dello sguardo della regista, che ritrae dinamiche e situazioni con la stessa freschezza con la quale la protagonista si getta in questa storia d’amore, come se fosse la prima, come se fosse una ragazzina. Perché forse, tra madre e figlio, alla fine non si può davvero essere troppo sicuri su chi sia il bambino.

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