Pratidwandi (L’avversario), 1970


CINEMA DI IERI PRESENTA L’AVVERSARIO DI SATYAJIT RAY

satyajit-rayPratidwandi (L’avversario) è un film del 1970 diretto da Satyajit Ray. E’ il primo film della cosiddetta trilogia di Calcutta. I film che formano questa trilogia sono meno conosciuti e forse anche meno apprezzati di quelli della precedente e più famosa trilogia dell’autore Il mondo di Apu. Tuttavia meritano anch’essi di essere considerati tra i migliori film del celebre regista indiano.

Satyajit Ray è nato a Calcutta in una famiglia di rilievo nel mondo dell’arte e specialmente della letteratura (il padre era uno scrittore, così come suo padre prima di lui). L’attrazione per il cinema prorompe definitivamente in lui a seguito di un incontro con il regista Jean Renoir, a cui anticipa la sua intenzione di filmare Il lamento sul sentiero, quello che sarà, grazie anche all’incoraggiamento di Renoir stesso, il primo film del regista indiano. Nella sua opera prima, da molti considerato il suo capolavoro, si manifestano chiaramente le qualità artistiche di Satyajit Ray, che, così, fa il suo ingresso nella scena del cinema internazionale. La sua prolifica carriera si concluderà con la sua morte nel 1992, dopo aver realizzato 32 film ed aver ricevuto un Premo Oscar alla carriera.

L’avversario è la storia di un giovane adulto, Siddharta, che, a causa della morte improvvisa del padre, ha dovuto interrompere gli studi di medicina e cercarsi un lavoro. I suoi tentativi però sono infruttuosi. Sua sorella, una ragazza giovane e bella, è l’unico membro della famiglia che guadagni. Anche grazie al suo gradevole aspetto, ha trovato un posto in una grande azienda e per lei si prospetta già una promozione. Il fratello di Siddharta, invece, è uno studente coinvolto in pericolose attività politiche. Siddartha si trova così in una strana posizione: seguire le orme di sua sorella, cercare cioè di scalare i ranghi di un impresa commerciale e vivere agiatamente, oppure seguire suo fratello, e quindi vivere e lottare per quello che ritiene giusto.

La storia è ambientata nella città di Calcutta degli anni sessanta, una città tumultuosa e caotica, scossa da agitazioni politiche. Siddartha si trova a disagio nella città. La continua ricerca infruttuosa di un lavoro, i problemi famigliari, l’incertezza sul suo futuro, il caldo, la mancanza di un attimo di tranquillità e lo squallore che lo circonda e che caratterizza la città, lo portano ai limiti della ragione. Allo stesso tempo, però, sente un’irresistibile forza che lo attrae a Calcutta e che gli rende difficile andar via.

L’avversario è un film di formazione in cui sono rappresentati chiaramente i pensieri, i ricordi, i desideri, gli incubi, le tentazioni e persino le allucinazioni di un giovane alle soglie dell’età adulta. Siddartha si trova in una posizione difficile e non ha alcuna idea di cosa gli prospetti il futuro ma tenta disperatamente di mantenere il controllo e di salvarsi, aggrappandosi alla propria intelligenza e ai propri ideali. La storia è affascinante e coinvolgente. Mentre, l’utilizzo di alcune tecniche cinematografiche, come ad esempio flashback improvvisi, sequenze oniriche e scene girate in negativo, rendono il film eccitante ed innovativo da vedere. Si tratta di un classico dal maestro del cinema indiano.

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