Lo Stagista Inaspettato: recensione film

ROBERT DE NIRO IN PROVA DALLA DONNA IN CARRIERA ANNE HATHAWAY

Lo-Stagista-InaspettatoGENERE: commedia

DURATA: 120 minuti

USCITA IN SALA: 15 Ottobre 2015

VOTO: 2,5 su 5

Nel 2013, con The Internship, Owen Wilson e Vince Vaughn (anche autore della sceneggiatura) ci mostravano cosa voleva dire essere uno “stagista” nell’epoca contemporanea, mediante una delle ambientazioni più moderne del globo, ovvero quel gigantesco colosso che è Google. Due anni dopo Nancy Meyers scrive e dirige The Intern (Lo Stagista Inaspettato da noi, probabilmente proprio per differenziarlo dal film di Shawn Levy), facendoci ritrovare un po’ gli stessi temi sulla carta, dalla rivoluzionata etica del lavoro di oggi allo scontro generazionale con chi è “rimasto indietro”, ma ovviamente con un approccio e un linguaggio del tutto differente, aggiungendoci poi questioni decisamente personali, in primis il ruolo della “donna in carriera”, completamente sdoganato e in continua evoluzione nella società odierna.

Come afferma la stessa Meyers, tutto parte dall’idea “di un uomo anziano che torna al lavoro come stagista”. Lui è Ben Whittaker, pensionato e vedovo di Brooklyn, che cerca di riempire il tanto tempo libero a disposizione tra lezioni di Tai Chi, partite di golf e pinnacolo e viaggi per tutto il pianeta (grazie alle miglia accumulate con gli anni). Eppure, malgrado i tentativi, a Ben manca il far parte di qualcosa, l’avere un posto dove andare, di conseguenza quando legge su una bacheca l’insolito annuncio di un tirocinio per “senior” promosso dalla About the Fit, un sito di commercio online. L’azienda è stata fondata e attualmente gestita dalla giovane Jules, la quale è afflitta dalla difficoltà di gestire tutti i suoi impegni senza trascurare la sua famiglia. Ed è soprattutto su questo campo che le correrà in aiuto Ben, col quale, nonostante le titubanze iniziali, costruirà una solida e inaspettata amicizia.

L’uomo anziano è Robert De Niro, che, come il suo personaggio, di andare in pensione non ci pensa proprio. L’iconico attore statunitense sta da tempo attraversando quella fase della carriera, temuta da molti colleghi, in cui ci si ritrova, per via dell’età, ad essere cercato per interpretare solo ruoli come il padre/nonno del protagonista di turno, o figure similari. Per quanto le scelte non siano sempre state delle più fortunate, l’ex-Padrino ha dimostrato di poter infondere grande classe e dignità anche a suddetti ruoli, barcamenandosi tra auto-produzioni di successo (la saga comica Meet the Parents) e prodotti più autoriali (Il lato positivo). Ne Lo Stagista Inaspettato lo vediamo tenersi pericolosamente in bilico tra il simpatico e il disagiato, ma alla fine porta decisamente a casa una prestazione quantomeno efficace.

Jules, nonché co-protagonista, è invece interpretata dal premio Oscar (Les Miserables) Anne Hathaway, che abbandona così temporaneamente produzioni impegnate e blockbuster campioni d’incassi. Anche per l’ormai ex-ragazza d’oro di Hollywood vale il discorso “ha fatto di meglio”, ma è sicuramente curioso valutarne la crescita, soprattutto da quel Il diavolo veste Prada che ha consacrato la sua carriera, del quale il personaggio di Jules sembra non a caso la natura evoluzione. L’alchimia e le conseguenti iterazioni tra i due attori di Serie A (affiancati da Rene Russo e la star di Girls Andrew Rannels) restano, poi, l’aspetto più interessante e coinvolgente del film, nonché la più riuscita, tanto nelle sue parti comiche, sia in quelle più drammatiche.

Distribuito dalla Warner Bros. Pictures, la sceneggiatura della pellicola di Nancy Meyers pecca, infatti, un po’ troppo d’ingenuità. Come spesso succede in questi casi, nel tentativo di inquadrare il tempo storico attuale, si procede eccessivamente per stereotipi, tanto nell’anziano alle prese con lo “spettro” della nuova tecnologia, quanto nella “donna in carriera” che deve lottare contro i pregiudizi della altre mamme. Si citava in precedenza il film di Levy, che, per esempio, nella sua ironia contro le contraddizioni dei “nerd al potere” riesce ad essere decisamente meno banale, partendo proprio dai medesimi luoghi comuni della società. Lo Stagista Inaspettato porta comunque a casa il risultato in maniera più che discreta, ma all’apparenza senza particolare sforzo e dalla regista, che qui è anche produttrice della sua stessa pellicola, di commedie ben più memorabili come What Women Want o L’amore non va in vacanza, ci si aspettava assolutamente qualcosa di più.

About Gianvito Di Muro 274 Articoli
"Tutti i bambini crescono, tranne uno".